the dark side of things

Ogni cosa ha un lato oscuro.

Le persone, le stagioni, le città, gli stati d’animo. Quelli a cui piacciono le frasi fatte, lo chiamano “il rovescio della medaglia”. Quelli tutti yogurt, yoga e lana cotta vi diranno sicuramente qualcosa sullo yin e lo yang. Noi che si è nerd ci piace “the dark side”, che fa sollevare testa e midiclorian a tutti gli adepti di Star Wars, e poi piace anche ai patiti di musica, che subito sbavano pensando alla luna dei Pink Floyd.

Il lato oscuro di quest’autunno è una pioggia che non dà quasi tregua. Una pioggia – ci scommetto – senziente, dal momento che, chirurgicamente, comincia a cadere ogni sabato mattina e non ne vuol sapere di smettere almeno fino alla domenica sera. Poi in settimana va e viene, risale gli orli dei pantaloni e ti allena al “salto a ostacoli delle pozzanghere”. Con bestemmia.

Il lato oscuro dell’autunno è questa pioggia grigia che rende tutto grigio – il cielo e i miei occhi, poi striscia sull’asfalto, che già è grigio di suo, e così diventa grigio lucido, va di moda il grigio quest’inverno, dice Vogue, il grigio e il cammello, forse i due colori che più mi fanno cagare sulla faccia della terra. Il lato chiaro della pioggia è quando ti accorgi che, dentro le pozze d’acqua, ha riempito la città di riflessi colorati: il giallo e il rosso dei fari delle auto, il verde dei semafori, le luci dei lampioni e delle insegne al neon. Il lato chiaro della pioggia è quando sei dentro e non fuori, e puoi ascoltare il tamburellare delle gocce sul tetto, attraverso il soffitto.

Il lato chiaro dell’autunno è invece fatto di foglie rosse e arancio, e del profumo bruciacchiato dai comignoli che fa tanto Londra vittoriana; di trame di lana e gusci di castagne, di cioccolata calda e muffin; di freddo arrossato sulle guance e di burro a fiumi dentro i pizzoccheri. Di matite temperate. Di quaderni di scuola. Di cappotti di panno pesante. Il lato oscuro della pioggia di quest’anno è che le foglie rosse e arancio son cadute quasi subito, e i cappotti di panno pesante è meglio che cedano il passo all’impermeabile.

Il lato oscuro della pioggia sono gli ombrelli, chè quando son chiusi non sai mai dove mettere, e il novanta percento delle volte finiscono abbandonati dentro i grandi vasi loro dedicati, all’entrata dei negozi o delle case. Io sono contro l’ombrello. Così come sono contro il fazzoletto.

Con il naso schiacciato sul vetro appannato del pullman, guardo Milano a goccioline e penso: però cheppalle vivere in un mondo cyberpunk. Lo realizzo all’improvviso, chè non ci avevo mai fatto caso: quei futuri prossimi dove piove sempre e si mangia solo cibo cinese in scatola, e dappertutto sparano luci artificiali – laser, neon, semafori, insegne luminose, pubblicità parlanti, ologrammi, ideogrammi, anagrammi, melodrammi, moschettieri. Tutto fotografato sui toni freddi dell’azzurrino e del grigio. Lo realizzo all’improvviso: passi per il cinese in scatola, ma tutta quell’umidità dentro ai vestiti, ai capelli, agli occhi, alle ossa – tutto quel lato oscuro delle cose a stratificarsi un giorno dopo l’altro – una noia mortale, e solo l’anticamera di una depressione collettiva.

Però, vabbè, non so se io possa fare proprio testo: lo sanno tutti che sono la regina delle meteoropatiche.

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2 risposte a the dark side of things

  1. Giò ha detto:

    mi autocandido come damigella della regina delle metereopatiche, odio novembre, odio la pioggia, l’umidità, la pianura padana, la nebbia, le pozzanghere, le scarpe da pioggia con la pioggia, gli ombrelli, dormire con la pioggia (mi agita da morire), odio i miei capelli che assomigliano a quelli di Monica ai caraibi. divento isterica, mai e poi potrei essere una perfetta lady inglese che mantiene un perfetto aplomb anche nella pioggia, ma Londra non è la pianura padana… per fortuna ci sono i film, le serie tv, i libri, le torte autunnali e facciamo finta che è ancora notte sotto le coperte.
    felice di averti scoperta!

  2. Sorella, il cyberpunk dell’hinterland milanese deve essere pesante.
    Il natale spalma le sue luci di plastica troppo presto per essere di conforto.
    Le pupille si stringono e si allargano a ritmo convulso.

    Non sono d conforto, ma ti sono vicina 😉

    Un bacio

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