belle epoque

Il giardinaggio è in. Questo ho imparato da tre giorni di standismo alla Fiera Orticola di Milano.

Pare che, per il weekend, i giardini di Porta Venezia, non solo si siano popolati di sedicenti vip, con il consueto codazzo di mormorii ammirati (Martina Colombari! Philippa Lagerback! Daniela – bleah – Santanchè!), ma il parco brulicava anche di una gran quantità di sciure dell’alta borghesia milanese, di una specie che io, nella mia provinciale ingenuità, consideravo estinta da decadi. Fiumi e cascate di ciarle su viaggi in barca, gran galà, aste di beneficenza, tornei di burraco, la figlia di, l’ex moglie che ora ha preso il cognome da, la casa di campagna, la settimana a Parigi, il cocktail a Bali. Roba che io pensavo ormai fosse buona solo per qualche fiction di pessima fattura ambientata a Capri o a Portofino.

Invece no, esistono davvero.

Non solo. Comprano anche della bigiotteria tremenda. Fidatevi.

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4 risposte a belle epoque

  1. Luca ha detto:

    Allora esistono veramente questi rigurgiti dell’infausto passato. Quando mi raccontano della fighetteria spinta di Milano, nella mia appartenenza a mentalità diverse, faccio molta fatica a comprendere. E’ tutto vero dunque.

  2. Diego ha detto:

    Questa alta borghesia, da non confondere assolutamente con la plebe dei fighetti milanesi (che appunto sono già plebe, mentre sono a livelli esagerati di benessere ad un povero piccolo piccolo borghese di provincia) l’ho incontrata poche volte nella vita
    Quella che ricordo meglio è la nonna di una mia compagna di università molto benestante che abitava in una palazzina sui navigli. E non è che aveva un appartamento. No aveva proprio la palazzina. Comunque una signorotta non proprio anziana ma che si teneva giovanile, che era più truccata di un panda e di lorella carlucci messi insieme, che sembrava avere dietro di se stuole di gatti tutti persiani tutti più curati di ogni barba che ho mai visto in vita mia. E che antropologicamente si metteva a raccontare di quella volta (Di solito in località amene di una volta tipo Courmayeur, Cortina, Shanghai, le bahamas) quella cosa che gli ricordava quell’altra, in un loop infinito.

    A me faceva respirare veramente signora di un industriale con servi neri nella cantina. Altro che fighetteria che so, yuppie.. altro stile

  3. Diego ha detto:

    era gabriella carlucci, a cercare di eliminarla dalla memoria ci sto quasi riuscendo almeno a sbagliare il nome

  4. baburu ha detto:

    confermo l’impressione.
    ci sono stata l’anno scorso piena di buone intenzioni. avevo letto che in fiere di quel gere era possibile trovare piantine particolari per esperimenti di gaio gardinaggio.
    quello che ho trovato è stata una marea di sciurame impresisonante.
    e la sensazione che ho avuto è stata quella di farmi crescere una gran voglia di agriculturismo da riporto…
    spiego meglio, vado in giro e riporto ovunque mi trovo quello che mi capita di trovare e fanculo gazebi carta da zucchero e tende verde petrolio dei giardini di porta venezia…

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