come gli adesivi che si staccano

fiori rossi

Ecco, adesso i fiori si sono, quasi tutti, più o meno accartocciati. D’altra parte, sono passate due settimane. E’ stato bello, per due settimane, avere la casa punteggiata di mazzi di fiori, prevalentemente rossi. Il rosso è il mio colore preferito – e i fiori sono una di quelle cose che ti pare completamente inutile, e in effetti lo è, completamente inutile, ti chiedi da anni come sia possibile l’esistenza di un business attorno ai mazzi di fiori, però poi, quando ti svegli e nel percorso verso la colazione spuntano, qua e là, queste cose colorate e morbide, un po’ lo pensi, “che bello”.

Poco. C’è una specie di sospensione, tra i fiori rossi e i confetti rossi e le bomboniere rosse – per fortuna che, il rosso, è il mio colore preferito. C’è una specie di sospensione, qualcosa che si è staccato, tipo come quando le cose adesive smettono di essere, per l’appunto, adesive, e non importa con quanta forza le tue dita cerchino di premerle per farle restare dove stanno. Una specie di perplessità latente, un senso di colpa per una felicità strabordante che invece non arriva.

Vorrei riavvolgere il nastro e rivedere la scena. Forse mi sono persa qualcosa. Forse, probabilmente, è per tutti così. Ti dicono che devi arrivare lì, te lo dicono per venticinque anni, poi quando ci arrivi, mah. I series finale non sono, quasi mai, come uno se li aspetta. E le mete, “le mete non sono che necessari pretesti”, diceva qualcuno, non mi ricordo chi, era una frase che avevo letto da qualche parte e poi mi ero scritta su un post it – un post it verde – per attaccarla al muro della mia camera, a Bologna, sopra il cuscino dove appoggiavo la testa tutte le sere – quel muro bianco e freddo trasformato in una versione più adulta della smemoranda liceale – un post it verde che a un certo punto ha smesso di attaccarsi, e non importa con quanta forza le mie dita provassero a premere per tenerlo lì.

Non è mica depressione post laurea, questa, eh, figurarsi. E’ più una sorta di spaesamento (ma esisterà questa parola?), fronte permanentemente corrucciata e labbra perplesse. Dovrei essere ubriaca, dovrei essere terrorizzata, dovrei essere al settimo cielo, dovrei essere a terra, dovrei cercare lavoro, dovrei riposare. Dovrei trasferirmi, fuggire all’estero, dovrei sistemarmi, dovrei. Invece ho la testa piena di colori saturi, di luci oblique, una voglia lontana di mare, di gelato, di macchine fotografiche, di aerei, di scrivere. Di scrivere.

Quest’ultima voglia, magari, vediamo di tenercela buona, e coltivarcela un po’. Quest’ultima, e  poi, perchè no, anche tutte le altre.

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2 risposte a come gli adesivi che si staccano

  1. immis ha detto:

    complimenti!!! 🙂

  2. Naima* ha detto:

    grazie!!! 😀

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