e vai di avatar

che sballo!

Io ho una compagnia di amici che non vanno mai al cinema. Non tutti, eh, ma mediamente. Dicono anche cose tipo “io, per principio, sono contro il cinema”, cose che io faccio fatica a capire, ma d’altra parte io ho perso anni della mia vita a studiarlo, il cinema, e quindi non sono propriamente imparziale, in questo campo. Comunque. Questi miei amici qui, a vedere Avatar ci sono venuti. Di lunedì sera, al secondo spettacolo, e il secondo spettacolo è finito quasi alle due di notte. Per dire, la potenza di James Cameron. E del marketing.

Ora, non ha molto senso che io mi metta a fare un post su Avatar, dal momento che tutto quello che se ne poteva scrivere è già stato scritto abbondantemente, in questo mese di programmazione planetaria, questo mese che separa l’Italia dal mondo civile. Non è che dobbiamo per forza dire la nostra, sempre.  Ma anche sì, dai. Fondamentalmente, penso di Avatar quello che hanno detto in molti, è un grande film popolare, e anche un trionfo di visioni. Tipo quando è nato il cinema, che la gente andava a vederlo solo per fare “wow”. Che la cosa figa era il treno che si muoveva e il cowboy che ti sparava guardandoti negli occhi. Poi, ecco, condivido con altri che, già che ci hanno speso dei miliardi, potevano pure pensare di assumere, tipo, uno sceneggiatore. Non dico tanto per la storia, che è vero che è prevedibile e stravista, ma chi se ne frega, è una storia che funziona da sempre, dico proprio per i dialoghi e la definizione dei personaggi.

Quello che volevo dire è che Avatar, mentre lo vedevo, mi ha ricordato cos’è che, ai tempi, mi aveva fatto sbarellare di Titanic. No, non sto parlando di Leonardo Di Caprio, in Avatar Leo non c’è, e quest’altro tizio che hanno preso non ha neanche un decimo del suo carisma. Parlo del fatto che, quando vidi Titanic per la prima volta, poi, dopo, mi sembrava di esserci stata davvero, sul Titanic. Di conoscere le venature del legno sui corrimano, e gli scricchiolii dei pavimenti quando ci cammini, e il gelo delle scale di metallo. E’ una sensazione strana, che mica succede con tutti i film. Ecco, la stessa cosa mi è successa con Avatar, e naturalmente non si può ignorare il fatto che, se il Titanic lo puoi ricostruire in scala 9/10, come fece Cameron ai tempi, il mondo di Pandora non esiste da nessun’altra parte che non sia lo schermo su cui viene proiettato.

Ecco, a me queste son cose che fanno sbarellare. Questa cosa che con il cinema puoi creare delle cose che non ci sono e, se lo fai bene, almeno per la durata del film la gente può dimenticarsi che quelle cose non esistono per davvero, e crederci. Per me questa è una cosa potentissima e che, tutte le volte, mi riempie di meraviglia.

Ah, e comunque, la foresta di Pandora, di notte, è uno sballo totale.

[Poi, da vera cinefila, mi fanno sbarellare anche tutte queste cose metafilmiche sulla visione, il vedere,  l’occhio, il sognare, l’essere immobilizzati in un corpo ma vivere delle avventure pazzesche attraverso un altro mezzo – un avatar, uno schermo – e da vera fissata di internet & nuovi media, mi prendono bene anche queste riflessioni sull’essere tutti collegati, stabilire legami con il mondo attraverso una treccia/porta usb, e via dicendo. Ma anche queste cose, e molte altre, sono già stata ribadite a destra e a manca, per cui basta].

[Ah, no. Volevo dire un’ultima cosa che l’uscita di Avatar ha messo in evidenza: così, a titolo personale, ribadisco il mio odio per quelli che dicono cose tipo “non ho bisogno di vederlo per parlarne male”, “è già il film che più ha incassato nella storia, dev’essere per forza una cagata”, e via dicendo. Ecco, ma perchè? Io pure Twilight ho visto, prima di criticarlo. E anzi, sto pure leggiucchiando i libri, per poter dire, con maggior cognizione di causa, che è una puttanata galattica. Perchè comunque, un pochino, mi interessa capire cosa faccia impazzire milioni di persone. Altre cose, che non mi interessano, non le vedo/leggo/ascolto, però nemmeno ne parlo male, che poi senza sapere di cosa si sta parlando, non c’è neanche gusto, nè vero divertimento].

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9 risposte a e vai di avatar

  1. ManuLele ha detto:

    Cambiare amici, NO? Contro il cinema? Da me sarebbero già morti!!!

  2. Elisa ha detto:

    io andro’ a vederlo domenica pomeriggio sperando in un cataclisma che faccia sparire tutti gli under 20 della zona! Comunque cara hai uno stomaco mica male per leggerti pure i libri di Twilight!

    Elisa

  3. Naima* ha detto:

    @manulele: non è che siano contro i film in generale – per quanto di certo non siano fan appassionati – ma contro l’andare al cinema. cioè, difficilmente spenderebbero dei soldi per vedere un film, preferiscono spenderli per altro. anni fa detestavo questa cosa, ma col tempo ho scoperto che non è poi così terribile: posso andare al cinema da sola, quando voglio, e non corro il rischio di trovarmi nell’imbarazzante situazione di dover zittire degli amici perchè parlano al cinema (cosa che, notoriamente, meriterebbe per me la pena di morte).

    @elisa: adesso, non è che li ho proprio LETTI. diciamo che ci ho dato un’occhiata per constatare che, oltre a raccontare una storia oscena, sono anche scritti malissimo. alcuni dialoghi, però, sono estremamente comici. consigliati, per quando ti senti un po’ giù.

  4. Luca ha detto:

    Concordo sui personaggi che sono un pò “sotto-caratterizzati” e soprattutto sul cinema come esperienza visiva intelligente. E’ chiaro che non bastano solo gli effettoni, 2012, ad esempio, è un baraccone di effetti speciali, tecnicamente ben fatti, ma è chiaramente un blockbusterone anni ’90 (che, per inciso, ricordo sempre con affetto).
    Tornando ad Avatar direi Méliès sarebbe molto felice di tutto ciò.
    Per i dialoghi (sarà che l’ho visto in inglese) ma non mi sono sembrati malaccio, niente di eccezionale, ovvio. Non l’ho ancora visto in 3d ma appena raduno un pò di gente scatta la spedizione. Comunque l’altra cosa che in genere la gente di una certo tipo di cultura fa fatica ad apprezzare sono i generi altri dal dramma contemporaneo di stampo borghese ottocentesco (che poi al giorno d’oggi abbia personaggi di altra provenienza è indifferente, la base è assolutamente quella). Non capiscono cioè che se un film è d’avventura o un altro genere (si parla sempre di film ben fatti) esso ha delle regole diverse dalla realtà ma assolutamente coerenti nel suo mondo di appartenenza. Insomma: digeriscono a fatica la sospensione dell’incredulità.

  5. Naima* ha detto:

    non dico che i dialoghi fossero brutti, ma mi è spiaciuto che fossero così banali. la storia è banale e prevedibile, e non mi importa, perchè ci sono storie che se le sai raccontare bene saremmo tutti disposti a riascoltarle mille volte. ecco, mettere in bocca ai personaggi delle frasi diverse dalle frasi fatte, e, già che ci siamo, caratterizzare il modo di parlare e di esprimersi in modo da dare degli indizi in più sul passato del personaggio, questo fa parte del “raccontare bene”. non solo, aiuta anche a rendere più credibile l’incredibile. poi il film visivamente è impressionante e tutto ciò che ho scritto, questa cosa della sceneggiatura mi è dispiaciuta perchè poteva essere un enorme valore aggiunto.
    quanto all’altro discorso, pensa che io raramente sopporto i drammi contemporanei di stampo borghese ottocentesco. anzi, preferisco di gran lunga le peggio tamarrate sparatutto ai drammi contemporanei di stampo borghese ottocentesco, almeno, di media.

  6. Luca ha detto:

    Beh, è chiaro che Avatar non è un capolavoro del cinema a tutto tondo, lo è per una parte. Se avesse unito Lo Spettacolo ad una storia o dei personaggi più stratificati sarebbe stato un capolavoro indiscusso. I personaggi sono più che altro maschere in questo film, non ce ne sono di memorabili. In effetti non ricordo nessun dialogo nemmeno a sforzarmi, quindi mi sa che hai proprio ragione.

  7. nureshi ha detto:

    volevo lasciare un commento ma sarebbe stato troppo lungo, quindi l’ho postato su http://nureshi.wordpress.com/

  8. nureshi ha detto:

    L’ho fatto ancora hihi.. volevo lasciare un semplice commento ma la mia logorrea ha dato vita al terzo alrticolo del mio misero blog 😀

    se vi va fateci un salto ..

    http://nureshi.wordpress.com/2010/01/24/gardaland-movie/

  9. marco1946 ha detto:

    hai detto molto bene: potevano curare meglio la sceneggiatura e i DIALOGHI
    scrivere i dialoghi non è facile e in Avatar si nota (un film dove le immagini sono praticamente tutto)
    P.S. mi piacerebbe vedere un prequel dove Sigourney insegna l’inglese ai Pandoroni, cominciando da “io Sigourney, tu alieno…”

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