nel blu dipinto di blu

ragazzi italiani

Recentemente, Tumblr mi porta in dono questa perla: l’esistenza di un gruppo di Facebook intitolato “no ai matrimoni misti: sposate italiano!”. Ho fatto una ricerca su Facebook e non l’ho trovato, chissà, forse l’hanno già chiuso, ma non è questo il punto. Rileggo tra le info del gruppo, dove dice: “In Italia il numero di stranieri non europei, di colore soprattutto, cresce e non solo a causa dell’immigrazione regolare e clandestina ma anche perchè sono in costante aumento le coppie miste che decidono di sposarsi e di mettere al mondo figli ‘ibridi’”. Mi torna in mente una discussione avuta qualche tempo fa con i miei amici, reazioni stupite alla mia dichiarazione “io non mi sento italiana”. Non (solo) nel senso che i miei connazionali, mediamente parlando, ultimamente mi fanno schifo. Nel senso che proprio, io, non capisco cosa voglia dire, essere “italiani”.

Rileggo quelle dichiarazioni lì dei gruppi di Facebook razzisti, e l’immagine che mi si forma davanti è di un’infinita tristezza. Giovani (perchè la maggior parte sono giovani) tristissimi, tutti chiusi nel loro paesino di provincia a parlare con amici identici, delle stesse identiche cose (presumibilmente il calcio, la figa e Vasco, ma lo so, sto generalizzando, e generalizzare è male, però era per rendere l’idea). Voglio dire, ma che, davero? Cioè, tu a vent’anni non vuoi vedere il mondo, conoscere più cose nuove possibile, imparare delle lingue diverse, riempirti gli occhi di meraviglia, scoprire sapori di cui non sospettavi l’esistenza, chiacchierare con qualcuno che abbia una vita completamente diversa dalla tua, sapere cosa succede in giro? Davvero tu, a vent’anni, sei contento così? Perchè è questo il tipo di persona che mi figuro, quando leggo cose come “preserviamo le nostre tradizioni dalla contaminazione degli stranieri”.

Io non mi sento italiana, perchè non so proprio cosa voglia dire. Che parlo italiano? Che ho studiato Dante e Manzoni? Che mi riconosco nei valori della Costituzione della Repubblica? Che sono in grado – più o meno – di capire come funzioni qui da noi la politica, mentre già uno svizzero o un austriaco, cercando di comprenderla, si farebbe esplodere il cervello? Ecco, tutto ciò è vero, ma, come dire, gli animatori di quei gruppi lì non mi sembrano proprio (mediamente, eh, sto sempre generalizzando) dei fini conoscitori della lingua italiana, degli intellettuali italiani, della storia d’Italia, delle sue peculiarità politiche e della sua Costituzione.

Io non sono cattolica, anzi, non sono nemmeno credente. Ho bisnonni sloveni, croati, austriaci, serbi. Ho zii americani. Non guardo quasi mai la televisione italiana, ma tutti i giorni vedo telefilm statunitensi e, talvolta, inglesi. Leggo blog e quotidiani stranieri. Mi piace la pizza, è vero, ma credo che al 95 percento della popolazione mondiale piaccia la pizza: non mi sembra un dato rilevante. Però adoro il kebab e il sushi, e mi fanno schifo la trippa e la cassoeula. Sono certa di avere molte più cose in comune con un qualunque nerd appassionato di serie tv e, che so, di Harry Potter, che vive tipo a Kuala Lumpur o sull’Isola di Pasqua o in Patagonia, rispetto a quante somiglianze condivida con il mio vicino di casa lombardo che vota Lega e aspetta con ansia la prossima puntata di Porta a Porta. Però sono molto fiera che i miei nonni abbiano fatto la Resistenza, e tifo Italia ai mondiali di calcio e alle Olimpiadi.

Sono italiana? Oppure no? Sono contaminata, o ibrida? Ed è italiano oppure no il mio vicino di casa lombardo che vota Lega, non ha mai letto Dante, dice “se io avrebbi” e rimpiange Mussolini? In definitiva, è una distinzione che abbia davvero un qualche senso?

Non lo so. [Non è vero, lo so benissimo: non ha senso alcuno, punto. Era un “non lo so” retorico]. Preferisco pensare che io sono libera. Libera di non sentirmi straniera da nessuna parte. Mentre, probabilmente, il mio vicino di casa lombardo&leghista, si sente “straniero” e “diverso” a venti chilometri da qui.

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Una risposta a nel blu dipinto di blu

  1. Nureshi ha detto:

    Non sai quanto ti stimo per quello che hai scritto, condivido tutto.

    Ho provato una tale sensazione di nausea nel leggere quelle parole su Tumblr.. e rabbia, e tristezza e paura. Paura che forse i giovani che pensano cose del tipo “preserviamo le nostre tradizioni dalla contaminazione degli stranieri” e usano espressioni come “figli ibridi” (ibridi?!?) sono molti più di quelli che pensano in modo diverso, che vogliono respirare un aria completamente diversa.
    Come diventerà fra 10, 20, 30 anni questo paese se alla feccia che già c’è si aggiungeranno questo genere di persone?

    SCAPPIAMOooooooo

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