alternative to what?

be your own hero

Ora, io mi rendo perfettamente conto che, dopo avermi letto distruggere criticare (500) Days Of Summer, quando vedrete quello che sto per fare, ovvero dire che invece mi è piaciuto Whip It, la vostra reazione sarà, legittimamente, un robusto mavaccagare. Ne avete tutti i diritti, lo so, ma questo non cambia il fatto che Whip It, invece, mi sia piaciuto.

Sarà che a me Drew Barrymore è sempre stata simpatica, fin da quella volta in cui, da piccola, ho letto la sua storia sul Gente di mia nonna (sì, mia nonna legge Gente e Famiglia Cristiana, e quando vado a casa sua a trovarla, dò sempre un’occhiata al Gente, perchè dal parrucchiere non ci vado quasi mai, e quando ci vado mi porto un libro, ma comunque sul gossip bisogna sempre tenersi informati, non sai mai in che conversazioni ti capiterà di trovarti, prima o poi]. Ma dicevo, ero piccola, tipo età delle medie, e ho letto sul Gente la storia di questa tipa che era la bambina di E.T. ma che poi, la dura vita del mondo dello spettacolo e tutto il resto, praticamente a 9 anni era un’alcolizzata, a 10 anni si fumava le canne, a 12 anni tirava su delle piste che non vi dico (così diceva il Gente). Poi dopo l’ho vista in Poison Ivy (La mia peggiore amica, o qualcosa del genere) che faceva la fighissima stronza, e insomma, non so com’è, ma era già all’epoca uno dei miei personalissimi miti. Dopo si è ripulita – mah – e ha cominciato a fare delle commedie smielose tipo Never Been Kissed o 50 First Dates, e vabbè, però anche a produrre Donnie Darko e a fare un sacco di soldi con le Charlie’s Angels, e adesso se ne esce a fare la regista di questo Whip It, la cui protagonista assoluta è Ellen “Juno” Page, e, sono sicura di avervelo detto, ho un debole per Ellen Page, perchè è bassa quanto me.

[Ho un debole per tutte quelle basse quanto me, categoria che include, oltre ad Ellen Page, anche quelle due tope atomiche di Kylie Minogue e Kirsten Bell, e sono sempre lieta di poter confermare la profondamente veritiera e incancellabile legge della vita che recita nella botte piccola c’è il vino buono]. [Questa regola non vale per gli uomini, come dimostrano, che so, Brunetta o Berlusconi].

Perchè mi è piaciuto Whip It? Che, in fondo, uno potrebbe dirmi, è un filmetto adolescenziale come tanti altri, mescolato a un filmetto di sport come tanti altri, e come tanti altri filmetti adolescenziali/di sport segue il consueto schema “il mondo non mi capisce – figata, ho trovato lo sport che fa per me! – figata, ho trovato pure il tipo/la tipa! – porcapaletta, i miei mi hanno sgamato, il tipo mi ha mollato, va tutto a rotoli, il mondo mi odia again – tutto si risolve giusto in tempo perchè io possa mostrare al mondo quanto sono kick ass in questo sport che fa per me”. Ecco, Whip It va esattamente così, e con tutti gli stereotipi del caso, tra cui la madre soffocante che però alla fine lo fa per il tuo bene, il morosino stronzo che però alla fine non ti merita, la migliore amica che a un certo punto litigate ma poi fate la pace e trova il moroso anche lei, etc etc, e anche una scena d’amore in una piscina chiusa, figuratevi il clichè (però quella scena lì è girata notevolmente bene).

In realtà, la prima, banalissima cosa che mi sento di dire, è che, in fondo Whip It è un film onesto. Non pretende di essere più di quello che è – cosa che, di per sè, non è un merito, anche Natale a Beverly Hills non pretende di essere niente di più di una puttanata intollerabile a base di volgarità e tette al vento, e non per questo mi viene da fargli i complimenti, anzi, se mai, da vomitare. Ma insomma, quello che Whip It vuole essere è proprio un film adolescenziale/di sport, senza grandi verità sulla vita, se non la prevedibile formula “sii te stesso, trova la tua strada, fai la tua cosa, e sarai felice”. Dentro questo genere, funziona molto bene, ha tutte le sue cose giuste al momento giusto, e gioca egregiamente con quel meccanismo di previsioni e attese che ha uno spettatore, quando va a vedere un film da cui sa già cosa aspettarsi.

In più, Whip It ha dalla sua il fatto di essere un film su uno sport divertentissimo. Uno sport praticamente sconosciuto qui da noi, ma in Usa, dicono, fosse di gran moda fino agli anni Settanta, e adesso è di nuovo sulla cresta dell’onda, riportato in vita dalla sottocultura punk e oggi praticato soprattutto da ragazze: il roller derby. Il fatto che sia sul roller derby e non sulla pallavolo o su un gruppo di cheerleader o su una compagnia di danza, porta una serie di benefici non indifferenti:

  • Le protagoniste (tra l’altro, oltre ad Ellen Page e Drew Barrymore, ci sono Zoe Bell e Eve e un’adorabilmente bitch Juliette Lewis) sfoggiano un look punk/alternative che, sì, è molto trendy, è vero, però su di loro fa la sua porchissima figura.
  • Le ragazze si menano. E non nel senso che potete sperare voialtri maschietti arrapati stile lotta nel fango; nel senso che, finalmente, graziealcielo, si vede un film in cui le ragazze, invece di tirarsi i capelli e infamarsi a vicenda nei corridoi della scuola, risolvono i propri attriti con uno spintone ben assestato. Che non è un elogio alla violenza, sia chiaro, lungi da me. Però insomma, non è che noialtre si sia così fragili da romperci al primo soffio di vento. (Ho adorato la scena in cui le giocatrici si confrontano i lividi raccolti durante la gara, vantandosene. Scena già vista e interpretata nei miei più che reali spogliatoi di danza, perchè i lividi si portano come orgogliose cicatrici, oh, yeah).
  • Di conseguenza, ci sono un bel po’ di sequenze in cui le ragazze si divertono, senza rimorsi. L’abusatissima food fight, per esempio, o gli scherzi un po’ goliardici, le prese in giro ai danni del coach, etc. Si divertono i personaggi, si divertono le attrici, ti diverti tu. E infatti Drew Barrymore si ritaglia la parte secondaria di una fattona attaccabrighe violentissima, e secondo me si è divertita un casino a interpretarla, e infatti fa davvero, davvero ridere.
  • [Da questo punto in poi è spoiler, fino alla fine dell’elenco puntato, dopo l’elenco puntato potete tornare a leggere senza problemi] Alcune scelte, apparentemente marginali, mi sono piaciute tantissimo, e sono tali, a mio avviso, da dare un sapore speciale al film. Il fatto che non vincano, alla fine, per esempio. Te lo aspetti, e invece no, ma va bene lo stesso. Va bene lo stesso, perchè vincere, in questa storia, non era il punto. Va bene lo stesso, perchè comunque da sfigate totali sempre ultime arrivano seconde, e mica fa schifo. Va bene lo stesso, perchè l’ansia da competizione non è mai stata nelle loro corde. Non è questione di buonismo alla De Coubertin, è proprio che, in questo caso, davvero, l’importante è partecipare, essere felici scivolando su otto rotelle, in mezzo a un pubblico che acclama, divertendosi un mondo.
  • Sempre in quest’ottica che “w lo sport”, bello il personaggio di Juliette Lewis, che vuole comunque batterti sul campo e non facendo la spia (basta con le ragazze gnè gnè, perdio), bella la scena in cui Bliss/Babe Ruthless subisce un colpo fortissimo, cade a faccia a terra, il silenzio si fa assordante e tu speri fortemente “no! vi prego! un’altra Million Dollar Baby no!” e invece piano piano si rialza, da sola, alza la mano a rassicurare tutti e ritorna ai blocchi di partenza, per l’ultimo round. Una piccola metafora, di come si può cadere e rialzarsi, di come, ancora una volta, non si sia fatti di vetro e perennemente fragili; e anche, da un’altra prospettiva, un parallelismo tra la crescita di Bliss e il distacco dai genitori, i quali devono guardare, da lontano, impotenti, che la figlia si rialzi, questa volta  senza il loro aiuto.

E dunque. Sì, questo film mi è piaciuto, e potrebbe diventare anche un mio piccolissimo culto. [Infatti, nel frattempo, ho già iniziato a plagiare chi mi sta intorno, con risultati direi soddisfacenti]. Ah, negli Stati Uniti il film è uscito il 9 ottobre 2009, in Italia uscirà boh. Non c’è ancora una data. Notare che nel cast sono presenti, come già detto, Ellen Page, Drew Barrymore, Juliette Lewis, Zoe Bell, Eve, e aggiungeteci Jimmy Fallon e Marcia Gay Harden. Bah. Vabbè, tanto si trova.

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12 risposte a alternative to what?

  1. Diego ha detto:

    anche Sasha Grey è alta come te, mica pizze e fichi ( e non è entrata nella classifica delle best desidered women of 2009)

  2. Naima* ha detto:

    davvero?
    anche sasha grey?
    che onore!

    lo dicevo io, 1,55 rulez.

  3. giò ha detto:

    piaciuto anche a me, si

  4. robba ha detto:

    anche a me piaciuto molto whip it, ellen page, piccoletta pure io, l’hai visto hard candy??

  5. Rei ha detto:

    E’ uscito in italiano? Tra parentesi io amo Ellen Page, e dopo Hot Candy ne ho anche un reverenziale terrore.

  6. Naima* ha detto:

    no, in italiano non è ancora uscito, si vocifera forse a marzo, ma nulla è certo. io l’ho visto in inglese con sottotitoli in inglese.

  7. Luca ha detto:

    Il film è bello ed ha un sapore da film di John Hughes. Visto che ci sono però vorrei aggiungere che tra questo e 500 days of summer non poi c’è poi tanta differenza. Come uno sfrutta i cliché della commedia teen e del film di rivalsa sportivo per affermarli e negarli nel finale così succede in 500 days con i generi da cui deriva. Il finale di 500 poi non mi è parso come un “oh adesso trovo di nuovo l’amore che credevo non esistesse” ma più un “la vita è bella da vivere andiamo avanti e basta.” I due film vengono chiaramente da due impostazioni estetiche diverse e da due registi di genere (sessuale) diverso e soprattutto questo si sente in entrambi i film. Poi essendo uno fondamentalmente più “scalpitante” dell’altro è facile preferirlo, ma non trovo 500 days meno bello.

  8. Naima* ha detto:

    invece, pensa, io ho pensato proprio subito che fossero due film simili, anche per questo mi è venuto spontaneo accostarli. voglio dire, hanno entrambi un po’ quel sapore di cinema indipendente, e poi cosa c’è di più vintage del roller derby?
    sicuramente la mia preferenza per whip it è un fatto del tutto soggettivo. mi fa sorridere (positivamente) leggere che tu senti una differenza di genere tra i due registi: la regista donna fa il film di sport violento dove ci si prende a mazzate, il regista uomo la commedia romantica sulla sofferenza dell’amore. ciò è bello, vuol dire che forse stiamo andando avanti.
    credo che la cosa che mi abbia più infastidito di 500 days of summer, in fondo, sia il suo essere un po’ pretenzioso (oltre al finale, che vabbè, ho detestato, ma probabilmente perchè mi sono trovata spesso nei panni di tom, e senza nessuna autumn a tirarmi su di morale). whip it mi sembra molto più terra terra, e quindi gli perdono più facilmente i difetti. sono comunque d’accordo che sia tutto nel regno del soggettivo.
    😀

  9. Luca ha detto:

    In effetti visto anche le numerose attrici (tutte azzeccate nel loro ruolo) non si può che parteggiare per Whip It. La cosa più bella sono i nomi delle rollers: sono indeciso quale sia il migliore tra Jaba the slut o Smashley Simpson.

  10. Naima* ha detto:

    se fai una ricerca su google dei nomi di vere giocatrici di roller derby, troverai dei nomi incredibili!

  11. Nusta ha detto:

    Via tumblr hai plagiato anche me! =D Che carino! Sono perfettamente d’accordo con te: è un film onesto e tanto basta. E poi mentre lo guardi ti dà un gran carica, vorresti essere lì a spintonare anche tu! (bene, quest’estate sarà la volta buona che imparo ad andare sui pattini, ecco, ho deciso!)
    E comunque Drew Barrymore è davvero una forza della natura u_u

  12. stefano ha detto:

    Sono d’accordo con te su Drew Barrymore bella e dannata, divertente e sarcastica il film e’ veramente ben confezionato con una storia molto carina spero di vederlo in italiano nel frattempo l’ho scaricato in inglese Grande Drew

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