la luna e la mela

mela marcia

Abbiamo clamorosamente toppato orario, decidendo di andare a vedere New Moon alle cinque e mezza del pomeriggio. Innanzitutto, eravamo sobrie, chè va bene l’alcolismo giovanile, ma iniziare a bere alle quattro solo per affrontare la visione del secondo capitolo della saga di Twilight ci sembrava eccessivo. E poi non c’erano twilighters assatanate tra il pubblico, anzi, la sala era semivuota e i pochi spettatori sghignazzavano quanto noi. Da ciò ne ho dedotto che le fan di Twilight vanno al cinema la sera, che fa più figo, infatti quando siamo uscite noi, ce n’erano sciami pronti a catapultarsi all’interno del cinema, compreso un quartetto che era uguale uguale alle schiavette di Blair in Gossip Girl. Nel caso, sapevatelo.

Innanzitutto, un’improvvisa rivelazione si è spalancata davanti a noi, talmente semplice e geniale, proprio quelle cose che una volta inventate ti sembrano una stronzata e ti chiedi come mai non ci hai pensato prima tu, cose tipo, che ne so, Facebook: il motivo per cui Edward Cullen, il vampiro supereroe che legge nel pensiero, non riesce a leggere nella mente di Abbella è che, semplicemente, nella mente di Abbella NON C’è NIENTE. Sì, lo so, è di una banalità stupefacente, ma non mi stupisco del fatto che nessuno – vampiri, uominilupo, bestie mitologiche e mutaforma a caso – non ci sia ancora arrivato : sono tremendamente idioti anche loro.

[Sia chiaro che con questo non voglio dire che i fan di Twilight siano tutti degli stupidi – anche se sulle “twilightmoms” non ho dubbio alcuno -, non mi permetterei mai di generalizzare e definire stupide migliaia e migliaia di persone, di adolescenti, poi, gli adolescenti non sono stupidi, assolutamente, e infatti vorrei proprio dire, agli adolescenti: “voi siete intelligenti! siete sensibili! state vivendo un’età che fa un po’ cagare sotto alcuni aspetti, ma sotto altri è una figata pangalattica! Fate un sacco di cose stupide, è vero, ma chi non ne fa? Però non siete stupidi! Ribellatevi! Gli esperti di marketing sono kattivi! I manager della Cw che fanno per voi solo fiction inguardabili sono kattivi! Licia Troisi che scrive libri illeggibili! Stephanie Meyer che vuole convincervi che non trombare sia bello! Ribellatevi! (Però usate sempre il preservativo, mi raccomando)”].

Comunque, così per divertirmi e mentre aspetto che il cuggino mi porti la nuova puntata di The Big Bang Theory, passerò ora ad illustrarvi la profusione a piene mani di stupidità presente in New Moon e, per fare questo, dovrò raccontarvi cosa succede in New Moon, quindi, inevitabilmente, ci saranno degli spoiler, ma tanto, se avete visto il trailer di New Moon, sapete già cosa succede nel film, quindi potete leggere tranquillamente.

Il film comincia con Abbella che si fa delle menate assurde perchè è il suo compleanno e compie 18 anni, e invece il Cullen ne dimostrerà 17 per sempre e sarà sempre figo e sbrilluccicante di glitter, mentre lei diventerà vecchia e decrepita come sua nonna. E’ talmente stupida che quando suo padre le fa la battuta del capello bianco – santodio – lei va davanti allo specchio a controllare se ha davvero un capello bianco e poi si incazza col padre perchè l’ha spaventata. Siccome è stupida, tutti quelli che le fanno un regalo di compleanno le dicono cosa c’è dentro prima ancora che lo scarti, e poi si capisce perchè: l’unico regalo che le tocca scartare per davvero, a casa dei Cullen, si fa uno sbrego con la carta regalo sulla mano, che sembra abbia reciso un’arteria femorale. E allora c’è uno dei Cullen che sbarella e non ci vede più dalla fame e vorrebbe farla diventare la sua Fiesta, ma arriva Edward che – ve lo dicevo che pure lui è stupido – per proteggerla la scaraventa contro il muro, in modo da farla sanguinare ancora di più, trasformando il soggiorno in un set di ER.

Insomma, dopo aver macchiato di sangue tutta la moquette immacolata di casa Cullen, Edward è preso male e porta Abbella nel bosco, “dobbiamo parlare”, e si sa già che quando uno comincia così sono cazzi amari, e infatti lui la molla, dicendole “però, per favore, non fare cose stupide”, che qualunque altra persona normale gli avrebbe risposto “ma vaffanculo, te mi molli e te ne vai, stronzo, che cazzo vuoi, faccio quello che mi va”, invece Abbella rimane ferma pietrificata, con la mandibola cascante, perchè il suo cervello sta ancora elaborando il significato della frase “dobbiamo parlare”. Quando finalmente i suoi neuroni riescono nella faticosa impresa, sono passati tipo tre mesi (compaiono proprio i mesi, settembre ottobre novembre, mentre la camera gira intorno ad Abbella che fissa l’infinito fuori dalla finestra, sempre con lo stesso vestito, tra l’altro, lavati!!!) e lei, dopo aver mandato tipo cinquemiladuecentododici email a un indirizzo disattivato, decide di andare al cinema con un’amica random a vedere un film sugli zombie, e poi, fuori dal cinema, incontra questo gruppo di motociclisti, che erano quelli che l’avevano aggredita nel capitolo precedente. Abbella pensa (sì, bè, insomma, “pensa” forse è eccessivo) che, siccome quella volta là Edward era arrivato sulla sua scintillante Volvo a salvarla, magari arriverà anche questa volta, magari su una Ferrari o un Bmw, e infatti sì, arriva, ma non per davvero. Vi spiego: le compare tipo un Edward semitrasparente che le dice “Abbella, ma che stai a fa’, è ‘na strunzata, torna a casa”, e questo succederà ogni volta che Abbella starà per fare qualcosa di pericolosissimo tipo, che ne so, uscire d’inverno senza la sciarpa, oppure fare il bagno subito dopo mangiato. Ma vi rendete conto? Cioè, non solo il tuo moroso ti lascia, ma continua a sfracassarti la minchia ogni volta che stai per fare qualcosa di vagamente divertente. Tremendo.

Naturalmente Abbella, dopo altri quattro/cinque mesi passati ad elaborare questo fatto, pensa bene di raccattare dei rottami di moto nella spazzatura (ma è mai stata pensata, da uno scrittore qualunque, una cosa stupida come questa? i rottami di moto nella spazzatura?) e, state bene attenti, perchè da questo momento Abbella si trasforma in una vera e propria puttansuora arrizzacazzi, roba che Joey Potter al confronto era una personcina adorabile. Sì, perchè lì in quel paesello piovoso a due passi dal Canada, non ci sono solo i vampiri, ma anche dei figaccioni assurdi con gli addominali scolpiti che vanno in giro in pantaloncini anche a meno cinquanta e che – chiunque l’avrebbe capito già al primo film – sono dei mutaforma, degli uomini-lupo. Uno di questi è Jacob, l’indiano amico di Abbella, perdutamente innamorato di lei, e a questo punto c’è tutta una parte noiosissima di film in cui lei gliela fa annusare per farsi aggiustare la moto, gliela fa annusare per farsi portare al cinema, gliela fa annusare per distrarsi dal pensiero di Edward, gliela fa annusare quando scopre che i vampiri cattivi del primo film la vogliono mangiare e ha bisogno di protezione, gliela fa annusare e basta, naturalmente non gliela dà, perchè lei ama il Cullen. Ma proprio senza ritegno, eh. Non come succede di solito nei film, che lei è buona e pensa che lui sia solo un amico, no no, lei lo sa che lui è fottutamente perso per lei, e se ne approfitta consapevolmente, ma ci sono proprio delle scene che lei si struscia sul suo petto ignudo, muscoloso e unto, gli accarezza la tartarughina degli addominali, insomma, lo tratta proprio come un cagnolino da compagnia. In tutto questo, mesi per far capire ad Abbella che lui è un mutaforma, che lei proprio non ci arriva finchè non lo vede trasformarsi sotto i propri occhi, ma arriviamo al punto in cui tutto diventa ANCORA PIù ASSURDO DI COSì.

Abbella decide di tuffarsi in mare da una scogliera altissima, sempre per quel motivo idiota che quando fa una roba vagamente divertente le compare il Cullen che le dice di non farlo. Si tuffa. Batte la testa (tanto, svenuta o sveglia, è uguale). La vampira cattiva sta per mangiarla. Jacob la salva. Stanno per limonare, ma arriva la sorella di Edward, quella che ha le premonizioni inutili, che aveva avuto una premonizione inutile su Abbella che si suicidava buttandosi dalla scogliera. [Io non voglio essere presuntuosa, ma nemmeno a tredici anni, quando scrivevo pessimi romanzoni d’avventura, avrei concepito una roba così stupida]. Alice ha detto a Edward della premonizione, Edward telefona a casa di Abbella e non chiede di Abbella bensì del padre di Abbella, il quale è al funerale di un suo amico random che è morto. Così Edward pensa che il funerale sia di Abbella e decide di suicidarsi [Buffy! Buffy! Dove sei? E’ il tuo momento!]. Allora, io ho fatto già fatica ad accettarlo da Shakespeare, un equivoco così stupido come quello di Giulietta e Romeo, e Shakespeare è il più grande poeta di tutti i tempi. Una cosa così è troppo stupida anche per una cerebrolesa come Abbella, nonchè il plot twist più complesso che la Meyer sia riuscita a concepire. Senza parole.

L’unico modo di morire, per un vampiro, è farsi uccidere da un altro vampiro, così il Cullen prende e va a Volterra (che in realtà è girato a Montepulciano, ma non stiamo a sottilizzare), dove c’è il primo gruppo di vampiri degno di questo nome di tutta la storia, cioè vampiri che bevono il sangue delle persone (echecazzo!) e che si vestono anche in modo molto gotico e trendy. Il modo migliore per fare incazzare questi vampiri e fare uno streaptease (ma quanta sessualità repressa c’è in tutta questa saga?) in pieno giorno, ed è quanto il Cullen si appresta a fare, perchè in fondo tutto si riduce a questo, una gara di addominali tra il Cullen e l’uomo lupo, e mi dispiace dire che il Cullen perde miseramente il confronto. Ovviamente Abbella, che, a questo punto dovreste averlo capito, è una stupida zoccola stronza, molla tutti quanti – l’amico Jacob ignudo, il padre al funerale dell’amico – e salta sulla Porsche gialla [eviterò di dire che qualunque macchina meravigliosa diventa orribile, quando è gialla, ops, l’ho detto] di Alice e va a Volterra, dove  c’è una qualche celebrazione molto pittoresca tipicamente italiana piena di gente incappucciata di cremisi, e Abbella corre, corre e si spatafascia sul Cullen giusto un attimo prima che questo si mostri in tutta la sua sbrilluccicante glitterata nudità.

Ragà, questa volta non sono io che son logorroica, è che sto film è lunghissimo e pieno di momenti in cui sembra che stia per succedere qualcosa, invece poi alla fine non succede niente. Insomma, un coitus interruptus continuo. Infatti a questo punto, il gruppo di vampiri degno di questo nome si porta via Abbella, il Cullen e Alice, e in effetti fanno un pochino a botte, ma poco, e nel mentre Abbella dà sfoggio di tutta la sua ridicola stupidità, saltellando sul posto e piagnucolando “non fategli del male! non fategli del male!”, però poi finisce tutto a pizza e fichi, e i nostri eroi (ahahah) possono tornare a Forks. L’unica condizione è che Abbella deve essere vampirizzata, perchè il capo dei vampiri è affascinato dalla sua capacità di restare immune a qualsiasi potere di supereroe. Anche lui non ha capito che è solo stupida.

Ed ecco, la conclusione, la morale della favola: Abbella diventerà vampira, sì, ma prima lei e il Cullen dovranno sposarsi. Perchè il sesso e il succhiamento di sangue prematrimoniali son cose che non si fanno, così come andare sulle moto, fare il bagno subito dopo mangiato e vedere i film violenti dove la gente si sparano.

Quanta ipocrisia, santoilcielo! Un inno al vero amore, che vince contro qualunque difficoltà e avversità, e che resiste puro fino al matrimonio, immerso in un’atmosfera porno soft in cui ogni figaccione che passa trova il modo di spogliarsi e assumere pose plastiche, mentre la protagonista si esprime attraverso sospironi orgasmatici e zoccoleggia a destra e a manca. Protagonista stupida e con la spina dorsale di un’anguilla, totalmente incapace di fare alcunchè senza l’ausilio di un uomo, contesa tra due superuomini che la vogliono proteggere, lei, piccolo e fragile fiorellino di bosco, angelo del focolare, le cui uniche armi sono l’avvenenza e lo zoccoleggiamento.

Okay, mi sto trasformando in un’acida veterofemminista predicatoria, però, cari i miei teenager o young adults o quello che siete, ribellatevi. Io lo so che siete molto, molto più intelligenti di così. Scrivetela voi, una bella saga avvincente e romantica, anche sdolcinata e zuccherosa, anche tragica e travagliata, come volete. Io ho fiducia, siete molto, molto più intelligenti di così.

[Grazie a Giò per l’ispirazione, il sostegno e la condivisione di questi travagliati, intensi, romantici, adolescenziali momenti].

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5 risposte a la luna e la mela

  1. Diego ha detto:

    madonna che delirio….

    e pensare che modi di far pensare del genere ne è piena la cultura giovanile. E c’erano anche quando ero più piccolo, ma cazzo io mi sono messo ad ascoltare il punkrock per fuggire a tutte quelle cose. Queste sono più tremendamente ignoranti e multiple (a tal proposito ti consiglio la puntata southpark sui Jonas Brother mi sembra la prima della serie attuale :D) e in ogni contesto (vengono fuori dalle fottute pareti) ma sarò io ormai troppo vecchio oppure il numero che riesce a svincolarsi si riduce sempre più.

    se vinco una telecamera facciamo in proseguio con alleanza van helsing e Buffy e in giro di due secondi i vampiri sono morti tutti in un mare di adominali finti…

  2. ippaso ha detto:

    fantastica recensione.
    non ho mai visto sta roba, né forse la vedrò mai. In compenso il tuo post (letto in due spezzoni… troooooppo lungo 😛 ) mi è piaciuto nonostante parli di una cosa della quale nun me ne pò fregà de meno (contorto, ma vorrebbe essere un complimento, eh!)

  3. Kijomi ha detto:

    Mi hanno passato questo link per caso. Credo di amarti, dopo questa recensione. Condivido e rido. Rido tantissimo.

  4. Roberta ha detto:

    fantastica recensione… ho dovuto rubare una frase per postarla sul mio facebook che sembra strabordare di young adults (che in realtà hanno una media di 13 anni) che sbavano per il cullen, che diciamocelo, è pure brutto.

  5. Naima* ha detto:

    grazie a tutti per i complimenti.
    davvero.

    alla fine, l’importante è saper ridere anche delle cose peggiori. 🙂

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