l’ombelico del mondo

peace and music

peace and music

[Avviso ai lettori: questo è un altro di quei post in cui Naima* confessa al mondo di emozionarsi un casino per delle cose random. Siete avvertiti.]

Dunque, sono andata a vedere Taking Woodstock, che è un film di Ang Lee, tratto da una specie di autobiografia di Elliot Tiber, che sarebbe poi il ragazzo che ha salvato il Festival di Woodstock. Il film è carino, senza troppe pretese, scivola giù bene come una bottiglia di Bacardi Breezer al lime.

Però, nonostante fosse in fin dei conti una commedia, a un certo punto mi sono ritrovata con gli occhi lucidi. La stessa cosa mi era capitata leggendo il libro, quindi non mi sono stupita più di tanto. Non si tratta tanto di un’idealizzazione un po’ banale di quel periodo storico lì, e nemmeno tanto il rimpianto inutile di non aver vissuto quei tempi. E’ che un po’ i brividi di quel tipo mi vengono anche in altre occasioni, tipo anche all’Italia Wave a Livorno, quest’estate, per dire.

Credo sia per la pace che mi si scatena dentro. Mentre la sera scende piano sopra l’estate e tutto quanto si riempie di musica. L’idea che in fondo le cose davvero importanti, quelle per cui vale la pena, non siano poi così lontane, e non c’entrino poi molto con tutto quello che ci affligge, le preoccupazioni quotidiane, le pene d’amore, le bestemmie lavorative, gli scazzi personali. Mi dà l’idea di una rivoluzione in agguato, perchè forse basterebbe rendersi conto di questo rovesciamento di priorità per fare andare tutto meglio.

La musica, e la sera, la gente, il vino, il raccontare, luci sparse, le chiacchiere e un po’ di danza. Sentirsi liberi. E in pace.

Poi certo a Woodstock c’era pure il fatto di essere il centro dell’universo, per tre giorni. Ma, ecco, forse è proprio questo: che essere il centro dell’universo è meno difficile di quanto si pensi.

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Una risposta a l’ombelico del mondo

  1. Diego ha detto:

    io ieri mi sono messo a stare cosi guardando il video della pianola sulla scala che gira in questi giorni. e lo avevo già visto, ma stavolta vedendolo di sfuggita, su un altro pc, mentre mangiavo una mela, mentre ero appena seduto dopo aver mangiato in piedi, mentre non potevo che mangiare sta mela in 10 minuti esatti che poi dovevo andare in lab per altri 10, boh..
    a me capita quotidianamente. anche se di solito succede per cose molto più tristi. però fa bene.

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