il fatto de Il Fatto

emoticon umana

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Sembra incredibile, ma al mondo c’è un sacco di gente a cui non interessa una cippa delle serie tv, persone che vivono ancorate alla realtà e ai fatti nudi e crudi e socializzano un casino, e non solo su msn o su twitter. Mah, scelte di vita. [Qua ci starebbe un’emoticon sorridente, ma le emoticon nei post dei blog non si mettono, al massimo nei commenti, comunque immaginate che io stia piegando la testa di lato e sorridendo, come Sheldon]. [Quella di Sheldon non la spiego, se avete visto The Big Bang Theory sapete di cosa sto parlando, se non l’avete visto non sapete quante sane risate vi siete persi.]

E insomma, queste persone qua mi fanno notare che il mio blog, negli ultimi tempi sta diventando noioso e poco interessante. [Questo vuol dire che, almeno ogni tanto, dev’essere stato divertente e/o interessante, e dunque, wow!, ma quante parentesi sto aprendo oggi? Quadre, per di più.] Cercando un argomento che non fosse la bellissima premiere di House, mi è venuto in mente che avrei due cosine da dire su Il Fatto Quotidiano, meglio conosciuto come “il giornale di Travaglio”.

Premetto che a me Travaglio piace. E non me ne frega niente se è antipatico e saccente, quasi sempre è antipatico e saccente a ragione, espone dei fatti, lì tutti in fila, documentati e precisi, tanto è vero che l’unica accusa che tutti riescono a fargli è quella di essere “giustizialista”*, che è un’accusa di cui io, in fondo, non ho mai tanto capito il fondamento negativo. Voglio dire, dove starebbe il male a chiedere che le leggi vengano rispettate? Ben diverso è il discorso su Grillo, per esempio. Travaglio mi è sempre sembrato uno che fa il suo lavoro, il giornalista, tra l’altro con grande competenza in materia giuridica, mentre Grillo è uno che grida delle cose a caso, ogni tanto ci becca, spesso no. Non è proprio lo stesso campo da gioco.

Ecco, aggiungiamoci che in Italia stiamo dimmerda, e per quanti Belpietro & Feltri & Minzolini mi possano venire a raccontare la favoletta che “in Italia c’è un sacco di libertà di informazione perchè Santoro può fare Annozero” – senza per altro accorgersi della contraddizione interna a questa stessa frase – in Italia la stampa è messa veramente male. A tutti i livelli, dalle alte sfere della cronaca politica fino alle recensioni cinematografiche che non parlano di cinema. Basta guardare un tg a caso per capirlo: c’è il papa a tutte le ore, tra una ricetta delle cappesante e una storia commovente del gattino che ritrova il suo padrone. I quotidiani si parlano addosso senza spiegare niente – ma tanto quelli, a parte La Gazzetta, non li legge nessuno. E anche La Gazza, per dire, quando ci sono i mondiali, non è nemmeno in grado di pubblicare le formazioni giuste delle squadre in campo.

Insomma, io avevo delle aspettative medio alte su Il Fatto Quotidiano. Mi dicevo che avrebbe potuto essere un giornale serio, che fa il suo lavoro, che mette in fila i fatti, e pazienza se non ci sono, o quasi, pagine di esteri. [Una delle cose che più mi urtica dei giornali italiani è che, o c’è uno tsunami di proporzioni cosmiche, oppure le notizie internazionali finiscono relegate in tre paginette, molto dopo le argute disquisizioni sul delitto di Cogne o simili]. Per ora, boh, sono molto delusa.

Passi l’impaginazione grafica inguardabile. Ma cavoli, sembra Libero all’incontrario. Titoloni sensazionalistici, attacchi personali, corsivi urlati a destra e a manca. Ma non è solo quello. Sarò fissata, ma la cosa che più mi infastidisce è la sciatteria, la piattezza con cui sono scritti gli articoli. C’è una differenza tra l’essere sarcastici e pungenti, come Travaglio è quasi sempre, e stipare un pezzo di battutine fuori luogo. E poi, non so, io nell’era del tom tom di internet, dove le notizie mi arrivano da tutte le parti e in tempo reale, mi aspetto per lo meno che un articolo di giornale sia scritto bene. Che abbia una sua coerenza interna, un suo stile, che non ci siano errori di sintassi, ripetizioni di termini, frasi subordinate senza una principale a reggerle. Tutti quegli errori blu che riempivano i nostri temi, alle superiori.

Non mi sembra di aspettarmi l’impossibile. Di gente che scrive molto bene ne trovo tutti i giorni in giro per la rete. E lo fa gratis, molto spesso con la stessa – o anche maggiore – passione civile invocata sulle pagine de Il Fatto. Poi magari boh, sono solo i primi numeri, si devono assestare; mi auguro che trovino presto un’altra strada. Per ora, la mia impressione è quella di una buona occasione gettata al vento.

* Solo per la cronaca, lo so in cosa consiste l’accusa di giustizialismo, là sopra nel post è più una questione di retorica.

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3 risposte a il fatto de Il Fatto

  1. indigesto82 ha detto:

    Già già.
    Ma verrà l’ora della rivoluzione, e allora Travaglio farà la fine di tutti gli altri, amici o nemici che siano.
    La rivoluzione ovviamente sarà rossa e nera, e girano voci potrebbe partire proprio dalla provincia varesotta. Basso varesotta…

  2. drinkingdonkey ha detto:

    concordo per le critiche estetico/stilistiche, non è certo gente appena uscita da scuola, però uns voce in più “giustizialista” non fa mai male in edicola; e purtroppo mi trovo costretto a preferire verità scritte male rispetto a stronzate scritte da dio (….”la magistratura oggi cerca di sovvertire il voto degli elettori”, perchè anche gli elettori erano imputati? Bah..)

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