tu chiamale, se vuoi, emozioni

le luci del venerdì sera

le luci del venerdì sera

Ho iniziato a guardare pure Friday Night Lights, dopo averne sentito dire cose entusiastiche. Per certi versi assomiglia ai film di Gus Van Sant nella sua versione alternativoindipendente, quando vuole fare l’impegnato e raccontare il vuoto della società americana. Solo che, a differenza di quei film lì (che, appurato il mio masochismo, a me, peraltro, piacciono) qua succedono delle cose. Fondamentalmente, qua si gioca a football.

Ora, per adesso ho visto solo metà stagione e mi piace. C’è tutto un sottotesto – neanche poi così nascosto – sulla provincia americana superficiale, triste e soffocante, ma volendo, uno può anche concentrarsi sulle storie di liceo&sport, oppure sugli attori che, ovviamente, essendo giocatori di football e cheerleader, sono inevitabilmente dei gran bei figlioli.

Ma quello che mi ha fatto riflettere è che, tempo due puntate, e mi sono trasformata in un’amante del football. Non nel senso che ora seguo il football americano e non vedo l’ora del SuperBowl per chiudermi in casa con la famiglia a bere birra e a mangiare il tacchino. Nel senso che, cavoli, il football mi piace. Non vedo l’ora che nel telefilm ci sia il momento della partita, ovviamente, ma sono sicura che, nel caso improbabile in cui dovesse capitarmi di beccare una partita di football in tv, sicuro che mi ci pianto lì a guardarla.

E’ che io sono in grado di appassionarmi a qualunque sport (a parte il curling. Ci ho provato quando c’erano le Olimpiadi di Torino e tutti venivano giù matti per il curling, ma proprio non ci sono riuscita). Soprattutto gli sport di squadra. E che perfino quando guardo un film sullo sport, che sono tutti uguali, e lo so già dall’inizio che il protagonista campione di turno, dopo un duro periodo di formazione, metterà dentro quella tripla da metà campo quando è suonato il tempo – perfino in quei momenti lì mi ritrovo tutta tesa a seguire il pallone stringendo i pugni e facendo il tifo.

[In questo esempio pensavo naturalmente al basket. Lo dico perchè poi lo so che qualcuno mi scrive “hai confuso il football col basket, voidonnenoncapitenientedisport”. Lo so, sembra incredibile nel 2009, ma ne conosco a pacchi di gente così].

E’ una roba irrazionale e immediata. Fisica. In definitiva, emozionante.

Mi rendo conto che da questo mio blog sta venendo fuori un’immagine di me un po’ così, ma che ci volete fare. Io mi emoziono con un nonnulla, e non c’entra niente il ciclo. E’ che emozionarmi mi piace un casino, e quindi mi lascio fregare volentieri.

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