notte di città d’agosto

lultimo uomo della terra

l'ultimo uomo della terra

E’ l’una di notte del quattordici di agosto. Cioè l’una del mattino del quindici. Sì, dai, che avete capito.

Da lontano mi arrivano le sirene della polizia, dev’essere successo un incidente oppure boh. Sono proprio uguali uguali a quelle che si sentono nei film americani quando scatta l’inseguimento. O tipo quando inseguivano O.J.Simpson, ve lo ricordate? Io me lo ricordo, anche se ero piccola. Mi ricordo sempre un sacco di cose, io. Quasi nessuna di quelle importanti, però.

Ho lasciato per sbaglio la zanzariera su e le luci accese e ora ho la camera invasa di zanzare. Ho fatto delle telefonate, ne ho ricevute delle altre, ho guardato dei film e bevuto della birra. Ho pure beccato una partita della nazionale di basket – l’Italbasket – contro la Francia e l’ho guardata per un po’. L’Italia ha fatto merda liquida, come diceva il vecchio Zappa, per quelli che sanno chi è. La Juve però ha vinto il trofeo Tim, checculo. Sarà contento il Pierlu.

Le sirene ora non si sentono più e al loro posto è rimasto un silenzio vuoto che dà i brividi. Le tapparelle delle altre case sono tutte giù, non si sente una chiacchiera, un litigio,una risata, una tv troppo alta, l’acciottolio dei piatti che si lavano, il cozzare di bicchieri che brindano, un pianto di bambino. Niente. Che ok che è l’una di notte, ma io non ci sono abituata. Tutti quelli che si lamentano dei rumori della città, io non li capisco. Che poi comunque, anche se vai a vivere in campagna, lì ci sono i grilli che ti sfracassano i maroni, preferisco cento volte la signorina spagnola che urla sotto la mia finestra bolognese. Almeno mi rassicura del fatto che tutto il resto del mondo è ancora lì e non ha nessuna intenzione di scomparire mentre io mi addormento.

Io non li capisco, quelli che vogliono il silenzio. Io in questa notte di quattordiciquindici agosto, con la città muta che mi assedia intorno, mi sento come Vincent Price nell’Ultimo Uomo Della Terra (quel film che hanno girato a Roma con due lire negli anni Sessanta e poi un paio di anni fa l’hanno rifatto con Will Smith e l’hanno chiamato Io Sono Leggenda). Mi sembra che tutto il mondo si sia ridotto al cerchio di luce della mia lampada da scrivania. E, sinceramente, il cerchio di luce della mia lampada da scrivania è troppo troppo piccolo.

Ci sto dentro solo io. E io, da sola, non sono abbastanza.

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2 risposte a notte di città d’agosto

  1. Quechua ha detto:

    Una birretta in più, dai… che ne hai bisogno… TAAAANTO bisogno… 😉

  2. baburu ha detto:

    bello sto pezzo, naima vs il silenzio

    naima vince 3 a zero !!!

    🙂

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