letture estive #2

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Tra le altre cose, ho letto:

  • Marina di Carlos Ruiz Zafon. Partiamo dalle cose facili. E’ la solita zuppa? Sì e no. Io non sono contro i best seller per principio, tanto per dire, sono una grandissima fan di Harry Potter, e più best seller di così, vi sfido. Il codice Da Vinci, invece, mi ha fatto abbastanza cagare, ma non addentriamoci in sterili polemiche. Per rimanere in ambito Zafon, L’ombra del vento mi piacque moltissimo. Io amo i romanzoni dove succedono tante cose avventurose, amo Barcellona, amo le robe un po’ gotiche, quindi, era facile. Il gioco dell’angelo non mi è piaciuto. C’è un confine sottile tra il piacere di ritrovare atmosfere già note e la noia della prevedibilità. In marina, il già noto sta, più che altro, nell’aver già letto altri libri di Zafon. E non si potrà mica fare una colpa di scrivere sempre le stesse cose a uno che fa l’autore di genere. In sostanza, l’atmosfera è quella lì: Barcellona gotica e misteriosa, vicoli bui, storie tormentate che emergono dal passato, amori impossibili, incendi, catastrofi, fotografie ingiallite e tutto l’ambaradan del feuilleton. C’è di bello un tocco vagamente horror che, se si pensa che in fondo era un libro per ragazzi, non posso non apprezzare. Insomma, la solita zuppa, ma ben cucinata. Finchè avrò voglia di leggere romanzoni d’avventura e Zafon me ne cucinerà, non mi lamenterò.
  • Cornflake di Micol Arianna Beltramini. Qua è più difficile. Libro tirato su un po’ a caso in libreria. Poi vedo che l’autrice ha pochi anni più di me, trovo il suo blog, la aggiungo su Facebook, scopro che abbiamo molte cose in comune. Quindi il mio giudizio ha poco d’imparziale. In primis, perchè se una ha più o meno i miei anni e scrive un romanzo che, grazieaddio, non parla di tribolazioni tardoadolescenziali e di depressione post lauream, non posso che dire “brava”. Poi magari il libro è un po’ stralunato e, in certi casi, troppo zuccheroso, ma – evviva – originale. E’ una favola, e ci sono dei passaggi molto molto belli, di quelli che con tre parole ti illuminano un sentimento di luce nuova. Quindi, complimenti all’autrice, aspetto con ansia il nuovo libro sui nostri amati nerd.
  • Accabadora di Michela Murgia. Qui arriva la parte davvero dura, perchè questo libro mi è piaciuto moltissimo. Michela Murgia è una scrittrice sarda, prima di questo avevo letto il suo Il mondo deve sapere, diario vero di un mese passato in un call center, e che straconsiglio stracaldamente a tutti. Accabadora è tutta un’altra cosa, la storia di due donne, una madre e una figlia non di sangue ma di anima, nella Sardegna degli Anni Cinquanta. E’ scritto da brividi, quel modo di scrivere per cui ogni parola è lì perchè non ce ne poteva stare un’altra e ogni frase ti apre un mondo che potrebbe diventare un altro libro tutto nuovo. E ancora, un’altra donna che non scrive delle solite menate esistenziali e del suo ombelico, ma disegna una storia e un universo e chiama pure in causa un enorme tema etico nel modo migliore possibile, cioè con i fatti. E con quello specifico femminile di cui parlava Virginia Woolf, senza rinchiudersi nella stanza tutta per sè, una volta ottenuta.
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