did i fall asleep?

dollhouse

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Certo che Joss Whedon, per essere il superidolatrato guru che è, un pochino è sfigato.

Cioè, non tanto sfigato, dal momento che avendo creato una serie come Buffy – The Vampire Slayer, e poi lo spin off Angel si è messo abbastanza apposto per un po’, direi. Io non sono una grande fan di Buffy, devo ammetterlo, quando ero alle superiori avevo un compagno di classe infoiatissimo, io invece lo guardavo e mi sembrava una sciocchezzuola un po’ ingenuotta e con troppo poco sangue per i miei gusti. Poi sono andata all’università e ho scoperto che invece Buffy è uno dei telefilm più studiati, analizzati, sviscerati ed elogiati degli ultimi anni, soprattutto nell’ambito dei cultural studies.

Ok. Si vede che sono io che sono un po’ tarda.

Comunque, Whedon – che avrà comunque sempre la mia imperitura stima per aver definito Veronica Mars “Best. Show. Ever” – dopo ha fatto Firefly, di cui tutti dicono un gran bene, ma che è stato cancellato dopo quindici puntate, e per finire la storia hanno dovuto realizzare un film, Serenity. Adesso sta facendo questa nuova serie, Dollhouse, per la Fox. Vicende produttive incasinatissime che non sto a dirvi, con la Fox che gli chiede di rigirare interamente il pilot e poi pretende che i primi sei episodi siano dei procedurali con storia a sè, poi gli permettono di cominciare una sorta di trama orizzontale, poi ci inseriscono un altro episodio autoconclusivo, e alla fine succede tutto praticamente nelle ultime due puntate. Incredibile a dirsi, la serie è stata rinnovata per una seconda stagione. Mah. Misteri dei palinsesti statunitensi.

Sì, perchè l’idea non è niente male: c’è questa impresa ultrasegretissima, che tutti credono una leggenda metropolitana, che mette a disposizione, per i ricchi&facoltosi, delle doll, ovvero dei corpi ai quali impiantare, di volta in volta, personalità differenti, per soddisfare i bisogni e i desideri dei clienti. Sì, lo so che state pensando a robe porno, pervertiti che non siete altro, ma in realtà le possibilità sono molto più sterminate. A livello narrativo poi una cosa così concede un’ibridazione di generi impressionante, che non fa mai male. E quesiti etico-morali della madonna. E possibilità di storyline stracomplesse. Ah, e poi c’è Tahmoh Penikett – ma questo è un altro discorso, ihih.

Invece, a partire dall’orrida sigla tutta ovattata e mielosa, sembra che l’interesse della Fox fosse dare l’occasione ad Eliza Dushku di mettere più abitini sexy possibile. Eh, come biasimarli. (Fintantochè mi danno Tahmoh Penikett).

Ma insomma, il punto è che oggi ho visto Epitaph One, il tredicesimo episodio della serie, che a causa delle complicate vicende produttive di cui sopra, non è stato mandato in onda, ma è finito solo tra gli extra del dvd. (In Italia però lo faranno, dicono). E’ una storia più o meno scollegata dal resto, ambientata tipo dieci anni nel futuro.

E’ stato come vedere un film di Lynch, tipo Mulholland Drive, dove nella seconda parte trovi tutti gli elementi della prima, ma rimescolati. Come un sogno. Ed era, assolutamente, un episodio davvero bellissimo. Apocalittico e catastrofico e claustrofobico e cupo e cyberpunk, come piace a me. Flashback a iosa, con i personaggi che già conosci visti sotto tutta un’altra luce, e poca Eliza Dushku – che è estremamente gnocca ma ha sempre lo sguardo da triglia perso nel vuoto – e purtroppo poco Tahmoh, ma un sacco di Amy Acker (perchè non hanno fatto fare a lei la protagonista?!?!?) e anche un bel po’ di Topher, che essendo il personaggio del supernerd, è inevitabile che io abbia un debole per lui. Insomma, lo vedi e pensi che questo avrebbe potuto benissimo essere il pilot della serie. Poi si poteva andare avanti su due linee temporali, il futuro e i flashback, ah no, aspetta, quella è un’altra serie, mi sono confusa. Comunque non sarebbe stato male.

Messo qua così è un episodio megaspoiler, ma è anche il migliore della stagione. Quasi quasi consiglierei di vedere solo questo, e lasciar stare il resto. Poi l’anno prossimo magari la serie ingrana di brutto e diventa una figata, chissà. Io temo che si ritornerà alle mises succinte di Eliza. Forse Joss Whedon dovrebbe prendere in considerazione l’idea di fare film e basta. O magari di passare alla HBO.

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