la tv fa male

la televisione

la televisione

Da una settimana a questa parte, ho perso la stima di un sacco di gente.

E tutto per colpa della tesi, quella stessa tesi che mi ha fatto scrivere un post entusiasta giusto qui sotto. Parlo di gente che ne sa, o dovrebbe saperne. Gente di cinema, di cultura, di spettacolo. Saputo l’argomento della tesi, sguardi di delusione velano gli occhi. “Ma come… una serie tv… e noi che riponevamo in te grandi speranze…”

Ora, che io abbia scelto una tesi tutto sommato “facile” per ragioni di tempistiche, è un fatto. Ma questo snobismo insopportabile, oltre che ingiustificato, è profondamente anacronistico. E provinciale.

Siamo nel Duemilanove. E sì, ok, siamo in Italia, non mi aspetto certo che mia nonna sia al corrente delle ultime novità nel campo della serialità televisiva statunitense (o britannica, che anche loro mica scherzano). Ma da gente che, tanto per dirne una, fa il professore di cinema, santapatata, me lo aspetto sì. Il cinema, il cinema… continuo ad amarlo visceralmente, certo, ma non vedo per quale motivo dovrebbe essergli riconosciuta una supposta superiorità, a prescindere.

L’anno scorso ho lavorato alla Mostra del Cinema di Venezia e, perdio, ci si sparava nei coglioni. Parlo di addetti ai lavori, critici, giornalisti, studenti e docenti. Le vignette di Disegni sul Ciak Daily erano significativamente desolanti. Voglio dire, c’era un film dove a una tizia entrava un topo nella topa – sì, questo genere di tristi battute era l’unico modo per sopravvivere – e la tizia tutta felice se la godeva nel letto, e questo era uno dei cosiddetti film d’autore in quello che dovrebbe essere uno dei Festival più importanti del mondo.  Poi questi qui che mi guardano sviliti quando parlo di Battlestar Galactica sono gli stessi che magari mi scrivono una recensione entusiasta sull’ultimo film di Muccino.

Quando è nato, il cinematografo era un’attrazione da fiera di paese, infilato in mezzo tra la donna cannone, il fachiro indiano e il prestigiatore. La gente perbene non ci andava mica, a vedere le vedute dei Lumière, i trucchi di Melies o le comiche di Sennett. Ora la gente perbene insegna cinema delle origini all’Università e magari, davanti ad un aperitivo molto glamour, discetta della decadenza della civiltà contemporanea, della violenza dei videogiochi, della pedofilia su internet. Vabbè, ciao.

E’ solo che sono un po’ stanca di giustificarmi. Per qualcosa di cui non dovrei giustificarmi, tra l’altro. E giusto ora mi sovviene che qualcuno aveva scritto un post molto meno prolisso e molto più efficace di questo, e che forse avrei semplicemente potuto limitarmi a postarne il link.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in masochismi seriali e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a la tv fa male

  1. Oriettina ha detto:

    a Venezia, sempre a quella stessa mostra ho visto uno dei film più brutti della storia. E non riuscivo a prendere sonno perchè nonostante i lunghi silenzi di quel film ogni tanto squillava il cell al protagonista in modo odioso!!! settimana delle critica, ricordo solo quello…
    cmq…lo so che non è tanto ma una tua collega di cinema ti supporta in tutto.

    (quale prof.ti ha detto così??!!)
    baci
    Ory

  2. naimablue ha detto:

    tranquilla, nessun prof dei nostri, per fortuna.
    un tizio su di busto che fa il prof di cinema.
    bah.

    il tuo sostegno vale moltissimo, cara!!!
    un bacio a te.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...