una modesta proposta

nellamerda

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Io, lo ammetto, di questi referendum mi sono disinteressata fino all’ultimo.

Non sapevo nemmeno bene di cosa trattassero, fino all’altro ieri. Cioè, sì, che erano sulla legge elettorale ok, ma i quesiti e “cosa si dovesse votare” me li sono studiati il sabato pomeriggio.  Però, appunto: sabato mi sono letta i quesiti, ho leggiucchiato un paio di blog, le ragioni del sì e quelle del no, sostanzialmente ci ho pensato su due secondi, ho preso una decisione, ho votato. Tempo totale impiegato (comprendendo il tragitto a piedi da casa mia al seggio): venti minuti.

Sono anni che io avanzo una modesta proposta: facciamo che se uno salta, senza giustificato motivo, un referendum, poi, per tipo dieci anni, non può votare più a nessuna elezione. Voglio dire, io voto sempre, per principio, ogni volta che si può, chè mi è stata inculcato sin da piccola questo sentimento da comunistiborghesi che il giorno delle elezioni è un giorno bellissimo, ti svegli, c’è il sole, è come una festa, e per andare a votare ti metti pure un po’ in ghingheri, e nel momento che fai cadere la scheda dentro l’urna ti senti pure un po’ emozionata e, senza dubbio, importante.

Sì, lo so, infantili&ridicole ingenuità.

Ma un referendum non è come un’elezione politica, chè uno può dire “non mi sento rappresentato da nessuno, me ne vado al mare”. Un referendum è un meccanismo che ti chiede, direttamente, cosa ne pensi di una cosa, ti chiede di pensarci su due minuti, farti un’idea, far scattare due sinapsi, magari pensare pure “che domanda del cazzo” ma poi rispondere. Se non hai voglia di farti questo sbattimento minimo, come potrai pretendere di scegliere con consapevolezza i tuoi rappresentanti nel Parlamento?

Pensateci, col mio sistema si escluderebbero sistematicamente tutte quelle persone che se ne strasbattono della politica, quelle che “destra&sinistra sono la stessa cosa”, quelle che “però casini l’è propri un bel om, al sembra giorg clunei”, quelli che decidono chi votare all’ultimo nanosecondo, sulla base degli effetti intestinali della trippa che hanno mangiato la sera prima.

Perchè che la democrazia non funzioni è ormai un dato di fatto, così almeno iniziamo un po’ a sfoltire il numero delle testediminchia. Che poi io conosco della gente che fa un sacco di politica e non vota mai, tipo gli anarchici. Pure per loro andrebbe bene, una cosa così. Non è una discriminazione. Tu puoi fare una scelta, poi sono cazzi tuoi.

Secondo me funzionerebbe. Bastano due o tre referendum stracciapalle dei radicali, quelli che non se li fila nessuno, e a votare rimaniamo io, i miei amici, furby e qualche estremista di destra. Credo che sarebbe, nonostante tutto, un passo avanti.

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