quarantadue

marvin

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Mentre studio Deleuze e mi sento una piccola immagine vivente sballottata nella luce infinita del piano d’immanenza – e mentre la stampa pseudosinistroide tutta festeggia inspiegabilmente il risultato “sotto le aspettative” del pidielle – così, a caso, non trovo niente di meglio che provare ad aprire un blog.

Per scrivere cose a caso.

Il mio amico del Pd – sì, ho un amico del Pd, ce l’hanno tutti. Me lo ricordo ancora quando, adolescente, si faceva dei gran bong e parlava di proletariato. Ora gira in Saab e crede ciecamente nel capitalismo e in Allah – il mio amico del Pd, dicevo, mi ha detto “noi c’abbiamo i soldi e non accettiamo lezioni da chi non arriva nemmeno al tre percento”.

In casi come questi, persino la semiotica sembra un rifugio più che accettabile.

L’unica cosa certa, al momento, sembra la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto.

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