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nuovo, nuovissimo, praticamente da buttare

Un giorno x di quest’estate strana, mentre me ne stavo a fare colazione sulla terrazza del Frigidaire a Capalbio – no, non sono diventata improvvisamente una qualche vip che se ne va in vacanza nei posti fighi, tanto è vero che nel suddetto Frigidaire ci stavo lercia e puzzolente insieme ai miei amici, belli freschi di campeggio estremo senza doccia – apro La Repubblica accanto al mio caffè e, dalla prima pagina della sezione Cultura&Spettacoli, mi campeggia davanti un articolone sulla nuova stagione delle serie tv americane. Su Serialmente stiamo già preparandoci psicologicamente al mese di settembre, simpaticamente soprannominato “il massacro”, che quest’anno, oltre alle molteplici premiere delle serie vecchie, vede una quantità di nuovi pilot che a pensare di recensirne anche solo la metà ci prende un panico che lèvati.

E quindi mi appresto a leggere, interessata, anche perchè, Lost a parte, non è che i quotidiani nazionali si preoccupino poi spesso di quello che succede aldilà dell’Oceano Atlantico, televisivamente parlando (e anche non televisivamente parlando, se è per questo, eccezion fatta per le splendide braccia di Michelle Obama). Vabbè, si parla di Boardwalk Empire – e ci mancherebbe pure, produce Martin Scorsese, scrive il tizio dei Sopranos, recitano Micheal Pitt e Steve Buscemi, ambientazione nell’Atlantic City del proibizionismo, io sbavo da quando è uscito il primo trailer -, si parla di Lone Star e di The Event (il nuovo Lost, sì, voglio proprio vedere). Ma a un certo punto c’è anche una cosa tipo “la ABC si prepara a lanciare Castle, nuova serie con Nathan Fillion nei panni di uno scrittore di gialli che si improvvisa detective per la polizia” e avanti così per almeno cinque/sei righe.

Ora. Castle è un procedurale mediamente bruttino che alcuni di noi si sorbiscono per il semplice fatto che il protagonista è l’uomo che tutte le donne etero e gli uomini omo vorrebbero, e perchè è stato l’indimenticato Capitano Malcolm Reynolds in Firefly e, ogni tanto, in Castle, fa delle stupide cose da nerd che non possono che farci impazzire di gioia. Castle non è che sia proprio la serie di punta della ABC, il network di Lost, Grey’s Anatomy, V e quella merda di FlashForward. Ma, soprattutto, Castle è alla sua TERZA STAGIONE, è stato trasmesso, più volte, anche in Italia, doppiato, su RaiDue, e ne avevano sentito parlare pure le mie due amiche che di tv americana se ne strasbattono altamente.

In sostanza, è come se, sulla prima pagina di Cultura&Spettacoli, parlassero dell’imminente lancio di un film già distribuito due anni fa, o di un nuovissimo best seller pubblicato nel 2007. Non è la fine del mondo – figurarsi, non è come manipolare l’informazione per mantenere la gente all’oscuro di fatti importanti, o come parlare di stronzate culinarie invece che di terremoti, tsunami o processi a Berlusconi… Chi è davvero interessato alla tv americana, sicuro non si documenta sulla Repubblica, al mare, a metà agosto. Tutti gli altri, probabilmente, nemmeno si accorgono dell’errore.

Io, lo stesso, continuo a non capacitarmi. La rete straborda, da mesi, di informazioni sulle nuove serie; ci sono trailer, articoli su giornali online e su blog, ci sono stati gli Upfront in primavera. Basta spendere dieci minuti e qualche click su Google per trovare tonnellate di informazioni da scriverci dieci articoli. E quindi, continuo a non capacitarmi: perchè?

Bah, sarà che io vorrei fare quel lavoro lì – scrivere di tv – e invece me ne stavo, puzzosa e spettinata, sulla terrazza del Frigidaire a leggere un articolo scritto da qualcuno che non aveva la minima idea di quello di cui stava parlando. Puzzosa, spettinata e felice, per la precisione. Ma pur sempre disoccupata. C’è pieno l’internet di gente che fa quel lavoro lì meglio, e gratis. Poi dicono che il Web uccide i giornali. Vabbè, gli Offlaga, forse, mi direbbero: brutta bestia, l’invidia. Ma che poi, anche no.

Nel frattempo, se qualcuno di voi fosse interessato davvero alle vere nuove serie che cominciano in autunno, può dare un’occhiata qui e qui. Senza spendere un euro.


votantonio

Vi avevo promesso che vi avrei ammorbato con i Serialemmys, e, dunque, vi ammorbo con i Serialemmys: è iniziata finalmente la seconda fase. Ora si fa sul serio. I premi più importanti del mondo della tv stanno per essere assegnati, e tocca a tutti voi votare. Quindi… votate!

Dai, che è divertente! La seconda fase brilla e splende, e ha anche le categorie cretine, che poi sono anche quelle che ci interessano davvero.

Per il resto, perdonate la mia latitanza: è estate, fa caldo, si fanno cose, si vede gente, ci si immalinconisce, si va ai concerti all’aperto, si lotta all’ultimo sangue contro le zanzare, si venera il dio ventilatore, si leggono best seller discutibili, si beve fiumi di mojito, si sogna di prendere un aereo, molti aerei, volare via, via, vieni via di qua. Il mare, ragazzi. Il mare.


pick your six, again

Informazione di servizio: è tempo di sole, di mare, di vacanze e di Serialemmys. Per il secondo anno consecutivo, Serialmente lancia questa meravigliosa iniziativa che permette a te – sì, proprio a te – di essere finalmente protagonista del tuo destino, scegliendo i candidati ideali a vincere un Emmy Serialemmy, aka il premio più prestigioso del mondo dei telefilm. Quindi, precipitevolissimevolmente precipitatevi qui, registratevi se non siete registrati, loggatevi se non siete loggati, e votate, scegliendo fino a sei candidati per ogni categoria. Questa volta si votano le comedy, presto sarà il momento dei drama. Quindi, come dicono i veri gggiovani, stay tuned. Tanto ci penserò io a ricordarvelo.

Ve l’ho già detto, che dovete votare? Votate!


clear eyes, full hearts, can’t lose.

friday night lights

il nuovo campo da gioco

Two years ago, I was afraid of wanting anything.

I figured wanting would lead to trying and trying would lead to failure.
But now I find I can’t stop wanting. I want to fly somewhere on first class. I want to travel to Europe on a business trip. I want to get invited to the White House. I want to learn about the world.
I want to surprise myself. I want to be important. I want to be the best person I can be. I want to define myself instead of having others define me.
I want to win and have people be happy for me. I want to lose and get over it.
I want to not be afraid of the unknown.
I want to grow up and be generous and big hearted, the way people have been with me.
I want an interesting and surprising life.
It’s not that I think I’m going to get all these things, I just want the possibility of getting them. The possibility that things are going to change.
I can’t wait.

In occasione dell’inizio dell’insperata quarta stagione di Friday Night Lights, il saggio che Tyra scrisse per il college, nella penultima puntata della scorsa, bellissima, stagione.

Che è talmente zuccheroso da legare i denti, e banale e speciale come l’adolescenza. E proprio per questo così vero. Riflettendo insieme ad altri “colleghi” di Serialmente su come questa serie continui ad essere un ottimo esempio di quello che cerchiamo, e a volte troviamo, nella nostra passione di spettatori: un coinvolgimento totale ed emozionante in qualcosa che è così “altro” e, allo stesso tempo, così nostro.


the Cw reviews pt. 2 – The Vampire Diaries

una raffinata e sobria campagna promozionale

una raffinata e sobria campagna promozionale

Questo post sarà breve perchè di The Vampire Diaries avevo già parlato qui. Ma sento che vale la pena ritornarci sopra, prima di tutto perchè l’uscita di New Moon incombe con la sua folla di adolescenzialità mormone, e poi perchè nessuna ragazzina emo è venuta qui a insultarmi, e ciò mi ha fatto sentire molto sola. Tra l’altro, proprio un paio di sere fa una persona di cui mi fido molto mi ha detto che, tutto sommato, poi, la saga di Twilight (i libri, non i film) non è così male, e ciò ha scombinato tutte le mie certezze.

Bè, ma torniamo all’amata Cw che, come sempre fa, sfrutta le mode e i successi del momento per produrre serie di dubbissimo gusto e di totale inutilità. [Ovviamente, spoilerini sull'imprevedibile The Vampire Diaries]. Dunque, siamo in una cittadina random degli Usa, di quelle dove però fa freddo e intorno ci sono i boschi, quindi, a occhio e croce, New England un po’ in culo ai lupi. La cittadina si chiama Mystic Falls, in pratica Stars Hollow, ma un po’ più cupa.

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pick your six!

un emmy

un emmy

Se c’è qualcuno che, come me, è seriedipendente e, nello stesso tempo, è irresistibilmente attratto da classifiche, elenchi, nomination, pick your five e tutto quel genere di cose che negli States si concretizza in un pacchianissimo red carpet pieno di flash e giornalisti e star sconosciute, bè… faccio un po’ di sano spamming per l’iniziativa di Serialmente: i Serialemmys.

In questa prima fase si vota per scegliere le nomination, dopodichè, scelte le nomination, si voterà per scegliere il vincitore. Proprio come gli Emmy veri.

Insomma, se avete caldo, vi annoiate, volete prendervi cinque minuti di pausa, votare è divertente. E si imparano delle cose, anche. Io per esempio ho imparato che non guardo abbastanza serie comedy e che, quindi, quest’estate dovrò recuperare. Ovvio, no?


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