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solo una battuta

"più bello che intelligente", disse la consulta
Ieri sera, X Factor, seconda manche, è il turno di Chiara. Uno dei ragazzi presenti in sala nel mio salotto esclama, a proposito dell’orrido stacchetto di presentazione: – Sembra che stia per arrivare Godzilla! -
Risate. Grasse risate.
Io sto zitta, e starei zitta anche ora, chè non voglio passare sempre per la femminista rompicazzo. Tutti ridono, fa ridere, insomma, è una battuta, Chiara è in effetti molto sovrappeso e quel montaggio delle immagini lì, con il controluce e tutto, certo non l’aiuta. E poi è pur sempre solo X Factor, non è il caso di farne una tragedia. Il fatto che Chiara dia la merda a tutti gli altri concorrenti con la sua voce da brividi, in un reality show non è mai stato troppo importante.
Oggi poi però leggo che la testa di cazzo che ci governa ieri sera se n’è uscito con una delle sue battute piene di fine umorismo all’indirizzo di Rosy Bindi: “ho sempre pensato che lei fosse più bella che intelligente”. Non si può dire che la sua sia comicità da Bagaglino, il Bagaglino le avrebbe direttamente dato della racchia. Stupida.
Metto insieme le due cose – così lontane, o forse no – e realizzo come, ancora una volta, l’abilità e la competenza di una donna vengano sempre dopo, molto dopo, la sua prestanza fisica. E, di conseguenza, l’insulto all’estetica viene molto prima di ogni critica nel merito. Se poi sei pure non sposata, anatema! Sei una “zitella petulante” – così è stata definita oggi la Bindi da un altro elegante e raffinato politico di governo, l’esimio leghista Castelli – perchè è ovvio: sei brutta, nessuno ti ha voluta, quindi ora non scopi e rompi le palle a noi che siamo veri uomini duri e puri e, per dimostrare tutta la nostra potenza, spargiamo a piene mani il nostro testosterone andando a escort.
Niente di nuovo. Però che voltastomaco. C’è sempre poi qualcuno – quasi sempre un’altra donna – che sottolinea come, in fondo, è anche un po’ colpa della brutta/grassa di turno: potrebbe mettersi a dieta, potrebbe assumere un esperto di immagine, potrebbe assoldare un hair stylist, potrebbe truccarsi, potrebbe ritoccarsi (a questo proposito ieri c’era anche una pantomima inquietante su Mara Maionchi e il suo botulino, bleah).
Vero.
E se non volesse, la donna grassa/brutta in questione? Se non gliene fregasse una cippa di dimagrire, se volesse tenersi tutte le sue rughe, perchè, come diceva Anna Magnani, “ci ha messo una vita a farsele”? Se stesse bene con se stessa e con il suo corpo, così com’è, libera da tutte quelle paturnie che ci assillano continuamente, tutte quante noi, giorno dopo giorno – me per prima, lo ammetto – quando entriamo in un qualunque negozio per comprarci anche la più scrausa delle magliette? Non sarebbe questa una conquista invidiabile?
E se poi non volesse sposarsi. Se non volesse avere figli. Se fosse una sua scelta, e anche stra cazzi suoi. Per quale motivo un uomo non deve mai subire tutto questo? Perchè una donna dev’essere sempre giudicata in relazione a qualcosa o a qualcun altro, e mai per se stessa, il suo lavoro, la sua vita, le sue scelte, le sue qualità? Perchè nessuno dice mai a Calderoli, per dire, che è più bello che intelligente. Mi sembra lapalissiano.
Poi mi viene pure in mente che qualche giorno fa su Repubblica.it c’era il consueto articolo di pseudoscienza a caso riguardo la sensazionale scoperta di un’equipe di medici di Salcazzodove: è più difficile dimagrire, se sei felice. E l’articolista, serenamente, scriveva una roba tipo “in fondo, un po’ di depressione non fa poi così male”. E il cerchio si chiude, belle mie. Siate tristi, vomitate la vostra cena, sentitevi sempre inadeguate e mai all’altezza della situazione, non pensate nemmeno per un attimo di valere qualcosa se non c’è un uomo a dirvi quanto siete belle. E sorridete, sorridete alla telecamera, mi raccomando.
silenzio
Io a certe cose non so se mi abituerò mai.
Tutti dicono che ci si deve fare il callo, perchè è così, la morte fa parte della vita, e bisogna imparare a non starci troppo male, se no non si va avanti più.
E soprattutto poi se una persona l’hai conosciuta appena, un paio di settimane, al Lido di Venezia, durante la Mostra del Cinema. Anche se quelle due settimane sono state così perfettamente piene, ed elettrizzanti, e felici? Due settimane in cui mi sono sentita esattamente e completamente dove volevo essere.
Io non mi ci abituo, ma non so nemmeno come metterlo in parole.
Quindi sto in silenzio, e ricordo.











