Archivio Mensile: febbraio 2011

the cocacola swan

[Premessa obbligatoria: per una serie di ragioni con cui non vi ammorbo, ho visto Black Swan prima sul mio caro pc, in versione originale, e poi al cinema, ovviamente doppiato. Con mio sommo rammarico, inizialmente, perchè certi film vorrei fortemente vederli prima su grande schermo, ma, col senno di poi... che culo.]

Cari distributori ed esercenti del cinema italiano, spiegatemi un po’ perchè cazzo dovrei spendere otto fottuti euro (e, da luglio, forse anche nove, thanks to decreto milleproroghe) per venire a vedere i film al cinema. Analizziamo insieme la questione.

I pro:

  • Grande schermo.
  • Impianto sonoro presumibilmente in dolby surround e bla bla bla.
  • Poltrone comode, quasi sempre.
  • Sala buia, rito collettivo, uscire con gli amici, etc etc.

I contro:

  • Le altre persone. Okay, cari distributori ed esercenti del cinema italiano, potrete anche dirmi che non è colpa vostra se il mondo è pieno di gente maleducata e fastidiosa, che non ha ricevuto mai un’educazione all’immagine, e che è convinta che a me piaccia pagare otto fottuti euro per ascoltare i loro amabili cazzi invece che seguire quanto avviene sullo schermo. Potrete dirmi che non è colpa vostra se il mondo è pieno di gente che non si preoccupa di informarsi sul film che sta andando a vedere, se non ha mai sentito parlare di Aronofsky, se credeva di vedere una trasposizione al cinema del balletto con Nureyev e Margot Fontaine, se basta loro vedere una goccia di sangue per avere un attacco di panico isterico. Non è colpa vostra, se molti si sentono in dovere di riempire il vuoto con i loro bisbiglii di merda, quando i personaggi sullo schermo non stanno dialogando, e se non sono in grado di spegnere il loro fottuto telefono nemmeno in sala. Non è colpa vostra, però, cazzo, poi seduti a fianco me li becco sempre io, e son bestemmie.
  • L’incapacità del proiezionista/la qualità video risalente al 1927. Questo, invece, è colpa vostra. Mi spiegate perchè il mio screener scaricato grazie a qualche anima santa, si vede più nitido e meno sgranato della vostra copia in pellicola de Il cigno nero? Perchè per metà del tempo quel che si vede è costantemente e lievemente sfocato, e sfondo e primo piano confondono i confini, e appena c’è un movimento di macchina inaspettatamente accelerato non si capisce più un cazzo? Perchè tante volte sbagliate il mascherino? Perchè vi ostinate a distribuire copie con più graffi sulla pellicola di quelli sulla schiena di Natalie Portman?
  • Il doppiaggio. Ed eccoci all’argomento clou. A cui di solito mi viene risposto “sei un’insopportabile snob”, e potrebbe anche essere vero, ma, perdio, parliamone. Voi adattatori dei dialoghi, voi direttori del doppiaggio, li vedete i film prima di sputtanarli con le vostre voci di merda? Oppure siete dei cerebrolesi che non capiscono cosa stanno guardando? SPOILER SU BLACK SWAN, NIENTE DI TRASCENDENTALE, MA IO, PER SICUREZZA, VI AVVERTO. E’ un film in cui la colonna sonora fa tipo il 50 percento del lavoro. C’è tutta una serie di rumori ambientali messi lì apposta per costruirti la tensione, che è poi quasi lo scopo ultimo di un film come Black Swan. Ma, ovviamente, siccome siamo in Italia, la metà di quei rumori di fondo viene buttata via, e appiattita, perchè noi dobbiamo doppiare. Ma il punto non sarebbe nemmeno questo: il punto è che, per qualche oscura ragione, ogni singolo dialogo viene snaturato, abbassato, banalizzato. Live a little diventa Su, un po’ di vita, neanche Vincent Cassel fosse mia nonna. Poi, quando Mila Kunis dice, in originale, le stesse identiche parole, ed è fondamentale che siano le stesse identiche parole, ma sì, cambiamole, tanto cosa sarà mai. E via così, a pacchi. Per arrivare all’apoteosi finale, il momento di pathos ed emozione e brividi e pelle d’oca su cui si chiude il film: la povera Natalie Portman si sacrifica sull’altare dell’arte, mormorando, in estasi I felt it. Perfect. I was perfect. Traduzione: L’ho sentito. Perfetto. E’ stato perfetto.

NO!!! Brutto pirla direttore del doppiaggio, NO! Non è la stessa fottuta cosa. Perchè hai appena visto un film in cui una povera crista si autodistrugge nell’ossessiva ricerca (tra le altre cose) della personale perfezione, quindi non è lo stesso dire “è stato perfetto” e “sono stata perfetta”. Per quale motivo decidi di cambiarlo? Per il labiale? (Non credo, non mi sembra ci sia una differenza così marcata tra le due opzioni, al massimo se vuoi stare più stretto, falle dire “ero perfetta” e sei a posto). Oppure perchè sei sordo e hai capito male? Oppure perchè sei deficiente e non hai capito una mazza del film? Oppure perchè non sai l’inglese? Oppure perchè, così, quella frase non ti piaceva e quindi hai deciso di cambiarla, a tua discrezione? E chi cazzo sei, tu, che cambi la sceneggiatura di un film come ti pare e piace, e poi mi chiedi di pagare 8 fottuti euro per vedere la tua versione di Black Swan, illudendomi che sia la versione del buon vecchio Aronofsky?

Cari distributori ed esercenti del cinema italiano, vorrei proprio sapere con che coraggio mi venite a parlare di legalità, rispetto delle regole, qualità dell’opera quando mi chiedete di non scaricare i film e di venire da voi a darvi i miei fottuti otto euro. Quando i film me li fate uscire con mesi di ritardo rispetto al restodelmondo, me li fate vedere e sentire male e pretendete di doppiarli alla cazzo di cane. Che poi mi chiedo se distribuire i film in versione originale con i sottotitoli, come avviene in tutto gli altri paesi del mondo civilizzato, non vi costerebbe meno e, forse, non aiuterebbe anche a diffondere una cultura cinematografica diversa, un approccio all’opera in grado di risolvere, almeno in parte, quei problemi di educazione di cui parlavo poco più su.

Quantomeno, metà di quella gente che al cinema ci va solo per continuare la conversazione cominciata in macchina, spaventata da quegli orribili mostri che sono i sottotitoli, se ne starebbe a casa. Nel frattempo, sentite un po’, me ne sto a casa io, e con quegli otto fottuti euro ci compro delle caramelle gommose alla Coca Cola. Frizzanti.


di metà e di cieli

Sì, si parla un sacco di dignità delle donne, ed è giusto. Sabato ci sono manifestazioni in tutta Italia (andateci) e sul Web c’è un appello da firmare (firmatelo). Non che appelli e manifestazioni servano davvero a qualcosa, lo sappiamo, ma fa tanto bene al cuore, quando si è immersi nella merda, sapere di non essere soli.

Che poi tante volte si sente da più parti il monito pieno di rimprovero ma voi donne, perchè non vi ribellate? Ci ribelliamo, zii, abbiate fede, firmiamo le petizioni, andiamo a manifestare, cerchiamo di fare il lavoro che ci piace anche se ci pagano meno degli uomini, e continuiamo pure a fare figli anche se quando rimaniamo incinte ci licenziano, e curiamo i vecchi che gli uomini non sono capaci di curare perchè nessuno gli ha mai insegnato a farlo, e continuiamo ad innamorarci, nonostante una su tre, tra noi, subisca un atto di violenza maschile almeno una volta nella vita. Te pensa.

Noi donne ci ribelliamo, e sono anni, e fidatevi che non smetteremo adesso. Ma voi uomini, voi, perchè non vi ribellate? La vostra dignità vale meno della nostra? Oppure considerate dignitoso essere associati all’immagine del seduttore, del porco, dell’ignorante, dell’insensibile? Davvero non sentite che la vostra dignità è minacciata tanto quanto la nostra, la vostra dignità di persona, prima che di “maschio”, quando la società vi cresce come padroni unici del mondo, privandovi della possibilità di essere voi stessi?

Tracciare divisioni ha sempre questo difetto: che l’altro rimane altro, e i problemi dell’altro, per quanto possiamo essere empatici, non ci riguardano mai davvero. Ma questa è una stronzata, signori miei. Perchè un uomo che in una donna non vede altro che un buco, non è un uomo, è un pisello. Un uomo che non sa amare la sua compagna come sua eguale, con cui condividere la vita, le esperienze, il senso, le competenze, i sogni, l’intelligenza e i progetti è un uomo a metà. Un uomo che non sa prendersi cura degli altri, perchè gli hanno insegnato che a prendersi cura degli altri sono solo le donne, è una persona a cui hanno strappato una parte essenziale del proprio essere. Una specie di zombie che deambula a caso e non vedrà mai le cose come sono davvero. E una società governata da uomini come questi, è ovvio, è una società che va a puttane, in tutti i sensi possibili.

Le donne non sono “l’altra metà del cielo”, siamo tutti quanti lo stesso fottuto cielo, e la dignità, il valore, il senso del nostro essere è umiliato quotidianamente a prescindere dal genere cui apparteniamo. Quindi, insomma, ribelliamoci tutti insieme, chè tutti insieme ci tocca fare il lungo e faticoso cammino che ci aspetta.


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